I no di Krosche e Hardung dopo quelli di Rangnick e Tiago Pinto. Milan, i nomi della caccia al ds
Il Milan ha scelto l’allenatore, ma non ancora chi dovrà costruirgli la squadra. È il paradosso di questa fase rossonera: Ruben Amorim è già il nuovo punto fermo tecnico, anche a livello ufficiale, mentre attorno a lui resta da completare l’architettura dirigenziale. E le ultime settimane non hanno semplificato il lavoro di Via Aldo Rossi. Le piste Markus Krosche e Timo Hardung, individuate rispettivamente per i ruoli di direttore tecnico e direttore sportivo, sono tramontate. Prima di loro, erano arrivati i rifiuti di Ralf Rangnick e Tiago Pinto.
Riparte la caccia. Per il ruolo di direttore sportivo, il nome da tenere in prima fila è quello di Devin Ozek. Ex Fenerbahçe, libero e già sondato nelle scorse settimane, resta una candidatura concreta. Potrebbe tornare d’attualità anche Ramon Planes, un altro dirigente con cui il Milan ha parlato e che è libero dopo l’addio all’Al-Ittihad.
Non sono gli unici nomi: in questo quadro si inseriscono José Boto, oggi al Flamengo, e Sebastian Kehl, ex Borussia Dortmund. La figura dovrebbe essere duplice: Ozek ds, e un altro dirigente a cui fare riferimento come direttore tecnico, un po’ come si pensava di fare con Krosche e Hardung. E la lista, ovviamente, può allungarsi: nelle ultime ore al Milan è stato proposto Jason Ayto, non sarà di sicuro l’ultimo. C’è una certezza, o meglio un rischio: quello di affidarsi a chi resta, più che agli obiettivi. E di puntare, comunque, su una seconda scelta. Che poi chissà cosa ne penserà di Amorim.
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