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26 giugno 1969, il calcio come pretesto. El Salvador e Honduras scateneranno una guerraTUTTOmercatoWEB
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di Andrea Losapio

26 giugno 1969, il calcio come pretesto. El Salvador e Honduras scateneranno una guerra

Il 26 giugno 1969, a Città del Messico, c'è in programma una partita. Ed è lo spareggio di qualificazione ai Mondiali tra El Salvador e Honduras che si chiude 3-2 per i salvadoregni, dopo i tempi supplementari. Quella sera stessa, mentre i tifosi salvadoregni festeggiano, il governo di San Salvador rompe le relazioni diplomatiche con Tegucigalpa. Tre settimane dopo, i due Paesi sono in guerra. La storia è passata alla cronaca come la "Guerra del Football". Il calcio non fu la causa di un conflitto ma la scintilla che incendiò una polveriera già pronta a esplodere. Il copione si scrive in tre atti, in appena diciotto giorni. L'8 giugno, a Tegucigalpa, l'Honduras vince 1-0 la gara d'andata, in un clima già rovente: le due nazionali vengono accolte da intimidazioni e violenze contro i giocatori avversari, in un clima da derby di confine più che da incontro internazionale. Il 15 giugno è El Salvador a rifarsi, travolgendo gli ospiti 3-0 a San Salvador, e anche qui gli scontri tra le tifoserie si moltiplicano. Serve uno spareggio, e si gioca in campo neutro, a Città del Messico. Il giorno dopo l'Honduras risponde nella stessa maniera. Il 14 luglio 1969 l'esercito e l'aviazione salvadoregna invadono l'Honduras. È un conflitto armato a tutti gli effetti, con bombardamenti, vittime civili e militari, città colpite. Dura pochissimo, appena quattro giorni: il 18 luglio l'Organizzazione degli Stati Americani impone un cessate il fuoco che ferma le armi, ma non risolve nulla delle questioni di fondo.