Inchiesta ultras, in appello ridotta la condanna all'ex bodyguard di Fedez e altri due imputati
La Corte d’Appello di Milano ha ridotto lievemente la condanna per Christian Rosiello, ultrà milanista ed ex bodyguard di Fedez (il rapper è estraneo al procedimento). La pena, inflitta in abbreviato nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta Doppia Curva, è passata da 4 anni e 20 giorni a 3 anni e 8 mesi. I giudici hanno comunque confermato l’accusa di associazione per delinquere, al centro della tranche relativa agli affari e agli episodi di violenza collegati alla curva Sud milanista.
Sconti di pena anche per gli altri due imputati: Francesco Lucci, fratello dell’ex leader rossonero Luca Lucci, passa da 5 anni e 6 mesi a 5 anni, mentre per Riccardo Bonissi la condanna scende da 3 anni e 8 mesi a 3 anni e 6 mesi. Dopo la lettura del verdetto, Francesco Lucci ha protestato in aula contestando le accuse a suo carico. La Corte ha confermato anche le provvisionali a favore delle parti civili: 40 mila euro al Milan e 20 mila euro alla Lega Calcio Serie A. Tra gli episodi contestati nell’impianto accusatorio rientrava anche l’aggressione ai danni del personal trainer Cristiano Iovino. Per quella vicenda la posizione di Fedez era già stata archiviata in un fascicolo autonomo aperto per rissa e lesioni.
Secondo gli atti dell’inchiesta, l’incarico di Rosiello come guardia del corpo del rapper sarebbe stato deciso da Luca Lucci, in virtù del rapporto tra quest’ultimo e il cantante. Gli investigatori avevano ricostruito l’episodio Iovino come un esempio dell’utilizzo del “capitale” di violenza del gruppo anche fuori dalle dinamiche strettamente legate allo stadio. Resta aperto il fronte principale del procedimento: il processo d’appello, sempre in abbreviato, a carico di Luca Lucci e degli altri imputati è fissato per il 14 luglio.
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