Le italiane piacciono sempre di più all'estero. Ma così la Serie A rischia di ridimensionarsi
Giuliani è l'ultima, per ora, ad aver salutato l'Italia. E se da un lato può far piacere questo trend, dall'altro apre interrogativi sul futuro del campionato e del movimento
Dall’estate scorsa il calcio femminile del nostro paese vive un momento molto particolare. Le ottime prestazioni dell’Italia di Andrea Soncin all’ultimo Europeo, con la finale sfiorata e persa solo per una manciata di secondo contro un’Inghilterra che ha poi bissato il successo dell’edizione precedente, ha infatti acceso i riflettori internazionali sulle calciatrici italiane che da allora hanno iniziato a lasciare la Serie A per nuove avventure all’estero.
L'esodo iniziato nel gennaio 2025
Anche se la prima a salutare l’Italia, e la Juventus dove recitava un ruolo da leader, per approdare in una big europea come il Bayern Monaco era stata Arianna Caruso nel gennaio del 2025 è dall’estate di quell’anno che la situazione ha subito un’accelerazione. E così sono arrivate le partenze verso gli Stati Uniti di Sofia Cantore e Lisa Boattin che sono poi state raggiunte da due compagne in azzurro come Cristiana Girelli e Lucia Di Guglielmo nel corso dell’ultimo mercato invernale. E poi quella di Elena Linari che invece è sbarcata sempre a gennaio in Inghilterra. L’ultima in ordine di tempo a salutare l’Italia è stata invece Laura Giuliani che ha scelto di tornare in quella Germania dove aveva mosso i primi passi da calciatrice prima di rientrare in patria.I lati positivi e quelli negativi
Un esodo che da un lato rende evidenti i passi avanti fatti dal movimento femminile italiano e, soprattutto, dalle calciatrici di vertice, ma che dall’altro pone degli interrogativi sul livello del nostro campionato che certamente a livello economico non può ancora competere con i tornei più importanti del continente – per non parlare della NWSL nordamericana -, ma che rischia di arretrare sempre più anche sul piano tecnico-tattico. Perdendo le stelle italiane infatti per le squadre di club italiano c'è il rischio di essere ancora meno competitive in campo internazionale. Anche perché di fronte alla partenza di tante big, non solo veterane verso la fine della propria carriera, ma anche giocatrici nel pieno della stessa come Cantore e Caruso o ancora più giovani come potrebbe essere il caso di Giulia Dragoni qualora il Barcellona decidesse di riportarla definitivamente in Spagna, non sembra esserci una nuova generazione di talento pronta a prendere il loro posto nelle dodici squadre di Serie A.Serie A sempre più straniera e le ripercussioni sull'Italia
Sempre più spesso negli ultimi anni infatti stiamo vedendo nel calcio femminile lo stesso andamento di quello maschile con tante straniere, non sempre di primissimo piano, che arrivano e riempiono le rose delle formazioni togliendo spazio alle giovani che si trovano così ‘costrette’ - salvo eccezioni importanti come possono essere Galli, Pellegrino Cimò, Schatzer, Arrigoni e Cherubini per citarne solo alcune – a ruoli marginali o scendere di categoria. Un problema che potrebbe a lungo andare complicare la vita anche alla Nazionale con un ricambio generazionale già in atto e che, probabilmente, vedrà un’accelerazione dopo il Mondiale del 2027 in Brasile a cui l’Italia deve ancora qualificarsi e che sarà il canto del cigno di una generazione che dal 2019 in poi ha riportato all’attenzione generale il calcio giocato dalle donne.Altre notizie
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