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Il Venezia si gode Dagasso: "Spero che Modric resti per affrontarlo. Che gioia la Nazionale"TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 12:45Serie A
di Daniele Najjar

Il Venezia si gode Dagasso: "Spero che Modric resti per affrontarlo. Che gioia la Nazionale"

Che momento per Matteo Dagasso: in pochi mesi la sua vita calcistica sta cambiando non poco, in senso positivo. Prima i playoff vinti in Serie C, con il Pescara, poi il campionato vinto con il Venezia e infine anche la felicità dell'esordio con la Nazionale maggiore, contro Lussemburgo e Grecia agli ordini di Baldini. Parlando a SportMediaset racconta: “Un percorso così non potevo immaginarmelo nemmeno nei sogni. Venezia? All’inizio ero anche un po’ preoccupato di questo cambiamento di vita, ma in realtà sono stato trattato benissimo da tutti, a partire da mister Stroppa che mi ha parlato tanto per farmi entrare al meglio nei meccanismi di squadra”. Al suo arrivo a Venezia, ha trovato una squadra in marcia verso la vittoria: “Il gruppo arrivava da 9 vittorie di fila e aveva il centrocampo più forte della categoria: Doumbia, Perez e Busio, giocatore troppo sottovalutato. Invece ho dato il mio contributo raccogliendo tanti minuti e segnando anche due gol. Avevamo l’ambizione di arrivare insieme in Serie A e ci siamo riusciti”. Sul prossimo campionato in Serie A: "Ce la metteremo tutta, punteremo sulla nostra identità forte. In Serie B abbiamo vinto con un pressing feroce sugli avversari, sfruttando il possesso palla prima di colpire in zona gol. Proveremo a riproporre alcuni elementi anche in A. L’obiettivo di squadra sarà la salvezza, a livello personale punto a confrontarmi con giocatori forti per capire il nuovo livello". E a tal proposito esprime un desiderio: "Chi su tutti? Modric. Spero rimanga al Milan per poterlo affrontare, è il mio idolo da sempre. Poi sarà bello incontrare i compagni di nazionale”. Anche se il cuore di Matteo batte per altri colori: “In famiglia tifiamo tutti Juve. Sfidarla sarà bello soprattutto per i miei parenti”. Su Silvio Baldini: "Mi ha responsabilizzato tanto, è stato un secondo padre e abbiamo un legame fortissimo. Lui punta sul fattore umano, parliamo della vita oltre che del calcio. Mi chiede di restare me stesso e di giocare sempre senza paura”.