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Milan, Braglia: "Lottare per il titolo? Dipende se terrà tre elementi"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 16:37Serie A
di Daniele Petroselli

Milan, Braglia: "Lottare per il titolo? Dipende se terrà tre elementi"

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Ospite della radio di Tuttomercatoweb.com, durante Maracanà, è stato l'ex portiere Simone Braglia, che è partito dalla Juventus: "Le parole di Spalletti? Ha parlato di continuità, che è mancata lo scorso anno. La continuità la puoi avere dai calciatori, dai leader che te la possono dare. C'è ancora spazio ovviamente per il mercato. Mi fido di Spalletti, che ha fallito il traguardo ma ha fatto un lavoro di pregio alla Juve. Parte dall'inizio stavolta, c'è il Mondiale di mezzo e ha comunque una rosa che ha diversi giocatori al Mondiale, certifica il valore di una rosa che comunque ha fallito il traguardo ma ha fatto vedere che ci sono delle qualità. Con qualche leader questa squadra può giocarsi anche il campionato. Il Milan? Per me no, i giocatori che ha preso devono comunque dimostrare qualcosa. Goncalo Ramos può rilanciarsi in Italia, poi vediamo se rimarranno Maignan, Pulisic e Rabiot e vedremo a quel punto che Milan sarà. Il Milan oggi se restano quei tre può puntare al titolo. E lì valuterò il lavoro della società che li ha fatti restare. La Juve deve prendere quei tre leader che ha il Milan per competere in alto, per il titolo". Un ricordo di Osvaldo Bagnoli: "E' stato un grande uomo, prima di essere un grande allenatore. Vincere un campionato a Verona e fare quello che ha fatto al Genoa, solo un grande uomo poteva farlo. E' davvero incredibile. Mi ricordo quando all'inizio dell'anno, quando arrivò a Genova, prima della prima partita di campionato mi diede una grande fiducia, perché disse che il titolare ero io. Mi diede una carica incredibile e arrivammo quarti, il miglior risultato del Genoa dal dopoguerra. Bagnoli dal punto di vista umano è stato il migliore, con lui poi parlavamo in dialetto. Trattava tutti alla stessa maniera, una persona corretta. Tutelava lo spogliatoio in tutto e per tutto. Aveva Spinelli come presidente, che non era facile, ma lui difese sempre i giocatori. Poi era uno che parlava chiaro".