La shortlist di Malagò, Maldini e Leonardo: tra Pep e Pirlo, è caccia al ct
Il presidente della Federcalcio discuterà nelle prossime ore con il dt della Nazionale e il suo advisor l'identikit del futuro commissario tecnico
Una “short list” per individuare il profilo giusto del prossimo commissario tecnico della Nazionale italiana. Giovanni Malagò, presidente della Federcalcio, ha parlato così del lavoro che si appresta a iniziare al fianco di Paolo Maldini, nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia, e di Leonardo, advisor dell’ex Milan in questa nuova sfida. I tre saranno poi in assemblea di Lega Calcio Serie A il prossimo 23 luglio. Anche se la scelta del ct dovrebbe - condizionale d’obbligo - arrivare prima, non è un passaggio secondario, visto che in quella data i club del massimo campionato discuteranno, tra le altre, la proposta di Beppe Marotta di contribuire anche economicamente al nuovo corso azzurro.
Chi scende e chi… resta
Malagò ha parlato di profilo: al momento, fare nomi è molto più complicato di quanto non si potesse immaginare nelle ultime settimane. Di sicuro, tra i due candidati presi in considerazione sinora, a pagare dazio sono le quotazioni di Antonio Conte: il rapporto con Maldini è ottimo, ma un ct molto decisionista potrebbe non essere l’identikit giusto. Discorso diverso, solo in parte, per Roberto Mancini, che può godere della stima personale e diretta di Malagò: è possibile e anche probabile che alla fine non la spunti lui, ma a oggi non è da scartare.La scommessa e il sogno
Della short list faranno parte, con tutta probabilità, sia Andrea Pirlo sia Pep Guardiola. Difficile parlare di un identikit, ma una cosa l’hanno in comune: entrambi si sposerebbero molto bene con l’idea di costruire la Nazionale come un club, con due dirigenti come Maldini e Leonardo al comando. Pirlo, senza girarci troppo attorno, ne avrebbe sicuramente bisogno come appoggio per una scelta che non sarebbe sicuramente di grido. Ma anche Pep, che non ha mai guidato una nazionale e non ha ovviamente alcuna conoscenza del mondo federale (come Maldini e Leonardo…), potrebbe appoggiarsi a una struttura. La grande differenza, oltre all’ovvio (l’uno è il tecnico più vincente dell’era moderna, l’altro non illumina la panchina come faceva con il campo), è economica: anche se Malagò, Maldini e Leonardo decidessero che Guardiola è l’uomo da cui ripartire, ci sarebbe da capire come arrivare a poterlo convincere ad accettare uno stipendio con uno zero in meno rispetto a quello percepito a Manchester.Non è una corsa a quattro
Attenzione, però, a escludere altri contendenti, seppur indietro nella griglia di partenza. Ne è escluso Carlo Ancelotti, legato al Brasile, mentre non è da accantonare la soluzione Stefano Pioli. A fine Mondiale lascerà la Francia Didier Deschamps, che pure con il nostro Paese ha un forte legame e da ct ha fatto benissimo (seppur con un clamoroso capitale umano a disposizione). In FIGC fu proposto tempo fa Xavi, senza seguito. Non risultano al momento contatti con Thiago Motta, che però Leonardo conosce benissimo per gli anni a Parigi.Altre notizie
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