Milan, Amorim: "Ho un po' di ansia. Vorrei difendessimo come con Allegri, ma poi..."
L'allenatore rossonero Ruben Amorim presenterà in conferenza stampa il match tra Torino e Milan, valido per la prima giornata di Serie A.
Ruben Amorim, allenatore del Milan, è presente in conferenza stampa, a partire dalle ore 13:30, alla vigilia di Torino-Milan, sfida valida per la prima giornata di Serie A e in programma domani alle 20:45 allo stadio "Olimpico - Grande Torino". Segui in diretta le dichiarazioni del tecnico rossonero con il live testuale su TMW.
13:30 | Inizia la conferenza: parla Amorim
Domani Abate torna da ex contro il Milan, un po' come lei una settimana fa come contro il Manchester United... "Conosco Abate e so che è un ex calciatore del Milan. Conosce a memoria il Milan e sa che dobbiamo vincere tutte le partite, farà leva con i suoi su questo fatto. Non è che dobbiamo vincere, abbiamo bisogno di vincere. Ma noi dobbiamo pensare a noi. Vogliamo vincere ogni partita. È importante per il nostro progetto, è importante per noi. Sappiamo che sarà molto difficile. Mi aspetto una partita molto diversa rispetto a quella contro il Manchester United. Abate conosce bene il calcio italiano, io inizio ora. Ma noi siamo pronti. Vogliamo fare una bella prestazione domani. Abate ha giocato qui, ha vinto qui, sa che al Milan bisogna vincere tutte le partite. Mi aspetto una partita difficile, che sarà divertente da vedere. Abate vorrà imporre il suo stile di gioco, ma anche noi vogliamo fare altrettanto". Come stai vivendo questa attesa? "La pressione c'è sempre, anche quando giochi un'amichevole. Sono un po' ansioso, ma lo ero anche in terza serie: per un allenatore è sempre così. Sono eccitato, sono felice di essere qui, ho fiducia nei miei giocatori e so che saranno pronti. Il gruppo deve diventare una squadra, ma io sento la fiducia perché li ho visti lavorare duramente in queste settimane. Provo un po' di ansia essendo la prima sfida, ma non vedo l'ora di disputare questa partita". Quanto Milan di Amorim vedremo già domani? "La prima cosa che ho detto, al di là delle differenze con Allegri, è che dobbiamo essere il Milan, cioè un Milan's team. Ognuno deve fare le cose per la squadra, per il bene del Milan: è questa la cosa principale. Vogliamo avere più possesso palla, portare tanta gente in area già da domani, voglio che la mia squadra difenda bene come faceva con Allegri, ma poi cercheremo di giocare in modo diverso, con giocatori in posizioni diverse. Non vedremo il prodotto finale già domani. Serve tempo. Dobbiamo creare una famiglia, costruire una cultura, è un percorso, ma qualche differenza si vedrà già da domani". Ci fa una griglia del campionato? "La sensazione che avevo l'anno scorso guardando le partite è che contro le grandi squadre si facevano grandi partite, contro le piccole partite meno belle. Per me domani il Torino è la squadra più forte del mondo. Si può dire che l'Inter sia la squadra più forte del campionato, hanno lo stesso modo di giocare da anni, ma ci sono tante squadre forti, come Gasperini, che conosce il campionato benissimo, la velocità e la libertà del Como, ma che non hanno la responsabilità che abbiamo noi e questo può pesare sui nostri calciatori, c'è l'Atalanta di Sarri, tante squadre... In Italia è difficile dire quale partita possa essere facile. Noi abbiamo perso la Champions con il Cagliari in casa. Per me esiste solo il Torino e Abate. Se vinciamo col Torino, staremo bene e prepareremo la prossima". L'obiettivo è lo Scudetto? "L'obiettivo del Milan è sempre vincere lo Scudetto. Non so quanto tempo ci vorrà, ma la nostra mentalità è quella di vincere lo Scudetto: i tifosi se lo aspettano e noi dobbiamo lottare per questo. Poi c'è una distanza tra noi e l'Inter e io devo essere sincero con i nostri tifosi, dobbiamo dire le cose come stanno in realtà. Noi vogliamo vincere ogni partita perché possiamo battere chiunque". Cosa vedremo di nuovo domani? "La cosa più importante per noi è essere squadra: se c'è da difendere dobbiamo difendere tutti, se dobbiamo attaccare dobbiamo farlo tutti. Vogliamo rispettare l'identità del club: essere una squadra dominante. Questo è il nostro obiettivo. Non so che partita aspettarmi domani, non so se avremo un possesso palla lungo come contro lo United, ma la cosa più importante è vincere domani essendo squadra in ogni momento". Come sta Leao? "Rafa in questo momento non è importante, è importante la partita di domani. Leao non è pronto per giocare domani, è infortunato. Gli altri sono pronti per giocare. Non ho altre news sui giocatori in uscita. Ma l'importante è vincere domani". Che club ha trovato? "C'è una ottima organizzazione qui. Qui abbiamo tutto, io devo solo preparare le partite. Tutto è organizzato". Manca ancora qualcosa sul mercato? Si aspetta questi rinforzi? "Non è questa la cosa importante. Abbiamo comprato giocatori costosi ma con tanta qualità, ma sono adatti al nostro progetto per qualità e potenziale. Quello che dobbiamo creare - ed è la cosa più importante - è creare una famiglia, un gruppo: questo è quello che ci manca ora. Si cerca le qualità tecniche, ma una vera squadra può coprire delle mancanze. Non è la qualità che conta, ma l'essere squadra: è questo il messaggio che vogliamo trasmettere ai tifosi. Vogliamo sentirci una famiglia, lottare ogni partita per vincere. Si pensa che basti avere i giocatori più forti per vincere, ma serve essere squadra". Più difficile trasmettere ai giocatori il senso di famiglia o farli giocare in modo diverso? "La cosa positiva è che fin da quando ho iniziato a Milanello il senso di "famiglia", c'è, è presente in tutti quelli che lavorano qui. E ora lo dobbiamo trasmettere ai giocatori, devono provare questo senso di appartenza. I calciatori stanno capendo come giocare in modo diverso, devono essere coraggiosi. Non so cosa sarà più difficile, dipenderà anche dai risultati: da quello capiremo la velocità con cui le cose cambiano. La cosa che sento qui è che il senso di famiglia è qui ed è presente". Dove vede Diego Moreira? "Vedo Moreira come quinto, come esterno. Difficile dire chi mi ha sorpreso. Io adoro Cisse, ma spero non mi ascolti che magari si monta la testa... Matteo Gabbia più rappresenta i valori del Milan: il suo modo di vestirsi, di parlare, di allenarsi. Se vuoi trovare un esempio rappresentativo del Milan, c'è lui. Ma tutti stanno lavorando al meglio". Cardinale vi è molto vicino... "Cardinale c'è sempre e parla con tutti, non solo con me. Lui c'è sempre, i calciatori ne sono coscienti. È cosi che si deve fare per tornare ad essere una squadra forte. La mia responsabilità c'è a prescindere: vincere le partite e portare uno stile di gioco molto piacevole". Con Chukwueze vuole riproporre ciò che hai fatto con Quenda e Diallo? Si può reggere uno così offensivo? "Dipende dalla mentalità di ogni giocatori. Difendere non è una cosa tecnica, dipende dallo spirito di ognuno. Capisco che qui in Italia il quinto non sia un esterno offensivo ma più uno difensivo, ma noi vogliamo difenderci con la palla. Per me è importante avere giocatori che controllino il gioco con la palla". Termina qui la conferenza.Articoli correlati
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