Milan, Amorim ricorda Baresi: "Ha insegnato che i successi servono solo all'ego, conta chi sei"
Nel girono del funerale dello storico capitano del Milan arriva il ricordo a Perth di Amorim: "Chi me ne ha parlato lo ha fatto ricordando non le Champions vinte, ma l'essere sceso in B con la squadra".
Nella lunga conferenza stampa alla vigilia del derby tra Milan e Inter, in programma a Perth domani pomeriggio a partire dalle 13:00 italiane, il tecnico dei rossoneri Ruben Amorim ha espresso anche un significativo ricordo di Franco Baresi, il cui funerale si sta celebrando proprio questa mattina alla Chiesa di Sant'Ambrogio a Milano.
"Prima di tutto le nostre condoglianze alla famiglia di Baresi, ai suoi amici e anche a tutti i compagni di squadra che ha avuto durante la sua carriera", ha detto l'allenatore portoghese. "Penso di essere l'ultima persona che dovrebbe parlare di Baresi, perché sono qui da due minuti, ma posso spiegare un po' la sensazione che c'è all'interno del nostro staff. Prima di tutto, nessuno chiama Baresi "Baresi": lui è Franco e questo significa qualcosa. Quando parli di lui con tutto lo staff della comunicazione, hanno le lacrime nei loro occhi. Quando andiamo a cena, Michele, il nostro chef, continua a mostrarmi fotografie di lui e del signor Baresi insieme e a raccontarmi tante storie. Ho parlato con tante persone di Franco e nessuno parla delle Champions League e degli scudetti che ha vinto. Tutti dicono una cosa: 'Quando siamo andati in Serie B, lui non ci ha lasciati'. E questo è speciale".
E ancora: "Adesso che non è più con noi, ci sta insegnando che i successi sono davvero una bella cosa, ma che sono importanti per il nostro ego. La cosa fondamentale, alla fine, è il carattere e chi sei, non quello che hai raggiunto. Franco era tutto per la squadra. Tutto per la squadra. È questa la sua eredità... Io non so cosa succederà in futuro dal punto di vista dei risultati. Non posso controllarlo né promettere niente. Ma una cosa posso prometterla: la squadra è la cosa più importante del nostro club e porteremo avanti l'eredità di Franco. La squadra, fino al mio ultimo giorno qui, sarà la cosa più importante del nostro club. Oggi non siamo al suo funerale perché siamo qua, ma avvertiamo anche noi la tristezza in tutto il nostro club il nostro leader, il signor Cardinale, è lì e ci sono le persone del Milan. E se oggi poteste chiedere a Franco se avremmo dovuto interrompere la nostra preparazione per andare al suo funerale, penso di poter garantire che avrebbe preferito che continuassimo a fare il nostro lavoro, a difendere il club".
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