Milan, Amorim: "Leao è fortunato ad essere in un gruppo come questo: dovrebbe essere felice"
Ruben Amorim è intervenuto in conferenza stampa nel giorno di viglia del suo primo derby da tecnico del Milan, in scena domani a Perth a partire dalle 13:00 ora italiana. Queste le sue parole: "Vogliamo far bene, ma essere il campione del precampionato non è importante. Ma l'unica cosa che conta davvero è quando, a Torino il 23 agosto, l'arbitro fischierà l'inizio della gara. Contro l'Inter vogliamo vincere, ma vogliamo anche prepararci per quella partita contro il Torino. La nostra preparazione è fondamentale perché ci aiuta a giocare in un certo modo: vincere è quello che vogliamo, ma farlo giocando molto male non trasmetterebbe fiducia. Il mio obiettivo è mettere questi ragazzi nelle condizioni migliori per mostrare questo talento".
Come ha visto Leao?
"Tutti i giocatori stanno lavorando davvero bene: sia quelli che hanno iniziato dal primo giorno sia quelli che sono arrivati dopo. Rafa è fortunato a essere in un club come il Milan, quindi dovrebbe essere felice. Lo sento che è felice e motivato. Non so cosa succederà da qui alla fine del mercato, ma sento che il gruppo è davvero unito. La cosa importante è continuare con questo spirito quando le cose diventeranno difficili. In questo club bisogna vincere ogni partita e per questo dobbiamo mantenere lo spirito giusto per tutta la stagione. Perciò non ho sentito, non ho visto alcuna differenza in Leao rispetto agli altri ragazzi. Sento che tutti si stanno preparando per iniziare una stagione molto difficile".
Domani giocherà Modric?
"Domani giocherà anche lui. Tutti giocheranno una parte del derby. Perché non abbiamo molto tempo per allenarci e, con due partite molto vicine tra loro, dobbiamo allenarci giocando. Cercheremo di gestire il carico di lavoro. Luka è davvero umile e non gli piace tutta l'attenzione che riceve. Ha un'esperienza enorme e io lo tratterò come un giocatore normale. Dovrà lottare per conquistarsi il posto, ma naturalmente è un giocatore speciale. Abbiamo fatto tanto per averlo con noi almeno per un'altra stagione. Sono davvero contento di lui".
Che ne pensa del mercato?
"Sono davvero contento della squadra che ho. Stiamo costruendo la nostra idea di gioco. Abbiamo anche un'idea per il mercato. A volte è possibile realizzarla, a volte no. Ma la cosa più importante, l'ho detto in conferenza stampa e lo ripeto, è questa: se dovessimo iniziare la stagione con questa squadra, penso che saremo competitivi in ogni partita e che potremo vincere ogni partita".
Per chi dovrebbero fare il tifo i tifosi australiani?
"Capisco che, se si guardano soltanto gli ultimi anni, l'Inter abbia vinto più di noi. Ma il Milan è il Milan. E per questo io dirò sempre Milan. Perché il Milan non riguarda soltanto i trofei. Il Milan rappresenta qualcosa che non si può comprare. Capite? Per me, fin da quando ero un bambino, è sempre stato il Milan. Quindi aprite YouTube, guardate i video e capirete perché sceglierei sempre il Milan".
Infine, tanto spazio anche ad un ricordo per Franco Baresi: "Prima di tutto le nostre condoglianze alla famiglia di Baresi, ai suoi amici e anche a tutti i compagni di squadra che ha avuto durante la sua carriera. Penso di essere l'ultima persona che dovrebbe parlare di Baresi, perché sono qui da due minuti, ma posso spiegare un po' la sensazione che c'è all'interno del nostro staff. Prima di tutto, nessuno chiama Baresi "Baresi": lui è Franco e questo significa qualcosa. Quando parli di lui con tutto lo staff della comunicazione, hanno le lacrime nei loro occhi. Quando andiamo a cena, Michele, il nostro chef, continua a mostrarmi fotografie di lui e del signor Baresi insieme e a raccontarmi tante storie. Ho parlato con tante persone di Franco e nessuno parla delle Champions League e degli scudetti che ha vinto. Tutti dicono una cosa: 'Quando siamo andati in Serie B, lui non ci ha lasciati'. E questo è speciale. Adesso che non è più con noi, ci sta insegnando che i successi sono davvero una bella cosa, ma che sono importanti per il nostro ego. La cosa fondamentale, alla fine, è il carattere e chi sei, non quello che hai raggiunto. Franco era tutto per la squadra. Tutto per la squadra. È questa la sua eredità... Io non so cosa succederà in futuro dal punto di vista dei risultati. Non posso controllarlo né promettere niente. Ma una cosa posso prometterla: la squadra è la cosa più importante del nostro club e porteremo avanti l'eredità di Franco. La squadra, fino al mio ultimo giorno qui, sarà la cosa più importante del nostro club. Oggi non siamo al suo funerale perché siamo qua, ma avvertiamo anche noi la tristezza in tutto il nostro club il nostro leader, il signor Cardinale, è lì e ci sono le persone del Milan. E se oggi poteste chiedere a Franco se avremmo dovuto interrompere la nostra preparazione per andare al suo funerale, penso di poter garantire che avrebbe preferito che continuassimo a fare il nostro lavoro, a difendere il club".






