Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / milan / Altre Notizie
Calcio, musica classica e mente: così Marchioro creò il Cesena dei MiracoliTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 12:34Altre Notizie
di Redazione TMW

Calcio, musica classica e mente: così Marchioro creò il Cesena dei Miracoli

Nella stagione 1975/1976, il Cesena guidato da Giuseppe "Pippo" Marchioro, tecnico nato a Milano il 13 marzo 1936, scrisse una delle pagine più incredibili del calcio italiano, centrando un leggendario sesto posto in Serie A
La sera in cui il Cesena si qualificò per la Coppa UEFA, nel maggio del 1976, la Romagna scoprì che i sogni non avevano bisogno di grandi metropoli per diventare reali. Al timone di quella squadra che osò sfidare le potenze del calcio italiano c’era Giuseppe Marchioro, per tutti semplicemente "Pippo"., con la sua scomparsa, avvenuta a novant'anni nella sua amata Cesena, il calcio italiano non perde soltanto un protagonista del passato, ma l'incarnazione stessa di un'epoca romantica, fatta di intuizioni tattiche rivoluzionarie e di piazze di provincia capaci di guardare l'Europa negli occhi.

La storia di Marchioro inizia sui campi di Milano, la sua città natale.

Cresciuto nelle giovanili del Milan, dove da capitano sollevò il Torneo di Viareggio nel 1957, Pippo visse una solida carriera da attaccante tra la Serie B e la Serie C, trovando la sua massima epifania calcistica a Varese, dove contribuì alla storica scalata fino alla massima serie. Ma il campo da gioco era solo il preludio. Il suo vero destino lo attendeva sulla linea di gesso della panchina. Dopo aver studiato i segreti del mestiere da maestri come Nils Liedholm e Gigi Radice, e dopo aver guidato il Como a una splendida promozione, Marchioro sbarcò in Romagna nell'estate del 1975. Fu l'inizio di una magia. Quel Cesena della stagione 1975/1976 giocava un calcio moderno, spregiudicato, che applicava i principi della zona totale quando ancora in Italia dominava il catenaccio. Marchioro, insieme a pochi altri visionari dell'epoca, fu un vero professore della zona, quell'anno condusse i bianconeri a un incredibile sesto posto in classifica. Per la prima volta nella storia del calcio italiano, una squadra proveniente da una città non capoluogo di provincia staccava il pass per le coppe europee, un exploit talmente clamoroso che gli valse l'immediata chiamata del suo Milan. Quell'avventura rossonera, tuttavia, si rivelò sfortunata e si chiuse prematuramente con un esonero, una ferita che Marchioro seppe però rimarginare con la dignità e la fame dei grandi professionisti. Il riscatto arrivò qualche anno dopo, poco più a ovest sulla Via Emilia. All'inizio degli anni '90, Marchioro legò il suo nome a un altro miracolo sportivo, quello della Reggiana, prese per mano la squadra granata, la portò in Serie A nel 1993 e, la stagione successiva, firmò una clamorosa salvezza. Il destino volle che il punto esclamativo su quell'impresa arrivasse proprio a San Siro, contro il "suo" Milan, quasi a chiudere un cerchio rimasto aperto per troppo tempo, dietro la lavagna tattica e i successi sul campo, Pippo Marchioro era un uomo di profonda cultura calcistica e legami indissolubili. Nei primi anni '70, sulla panchina del Verbania, si trovò a dirigere un centrocampista a fine carriera di nome Osvaldo Bagnoli; fu proprio Marchioro a trasmettergli quelle idee di calcio che anni dopo avrebbero portato Bagnoli a scrivere il miracolo dello scudetto di Verona. Nonostante le origini milanesi e le tante città girate in carriera, Pippo aveva scelto di vivere i suoi ultimi anni a Cesena, per rimanere accanto alla figlia Letizia. Ed è proprio in Romagna che si è spento, riuscendo in un'ultima, grandiosa impresa: unire nel dolore e nel ricordo commosso due tifoserie storicamente rivali come quelle di Cesena e Reggiana, oggi unite nel piangere un maestro di calcio e di vita.

Il Cesena dei miracoli

Nella stagione 1975/1976, il Cesena guidato da Pippo Marchioro scrisse una delle pagine più incredibili del calcio italiano, centrando un leggendario sesto posto in Serie A e diventando la prima squadra di una città non capoluogo di provincia a qualificarsi in Coppa UEFA. Quella formazione dei miracoli poggiava su un undici titolare memorabile, che vedeva Lamberto Boranga tra i pali, una linea difensiva composta da Ceccarelli, Oddi, Danova e Bittolo, un centrocampo geometrico con Festa, Rognoni, l'estro di Frustalupi e l'esperienza del capitano Pierluigi Cera, a supporto della coppia d'attacco formata da Bertarelli e Mariani.

Altre notizie