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Valentini sul caso Malagò: “Lui in buona fede, spero in una soluzione di buonsenso”TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 16:11Serie A
di Lucio Marinucci

Valentini sul caso Malagò: “Lui in buona fede, spero in una soluzione di buonsenso”

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Il dirigente Antonello Valentini è intervenuto in diretta alla radio di Tuttomercatoweb.com. Queste le sue parole sull'inizio si stagione difficile del Milan. Il percorso di Amorim fino ad ora è già considerabile come flop? "Mi pare che Amorim si sia segnalato più per tante dichiarazioni, di cui molte sbilanciate e inopportune, piuttosto che sul campo. La cosa che mi ha colpito di ieri però è stata proprio l'approssimazione di certi piedi: troppi passaggi sbagliati e tiri imprecisi. La qualità tecnica di alcuni elementi non entusiasma e questo pesa. I rossoneri si sono buttati sul mercato in maniera spregiudicata piuttosto che andare a ricercare ciò che mancava". Pensi che Amorim sia ancora in tempo per dare una sterzata? "Amorim deve rimettere i piedi per terra, capire dove si trova, parlare di meno e lavorare di più sul campo. Lui non è uno sprovveduto, anche se i deficit di organico sono evidenti. Puoi anche prendere Padre Pio in panchina, ma se davanti c'è chi non segna c'è poco da fare". Goncalo Ramos è già un caso? "Il problema di queste grandi società è quello di non potere avere grande pazienza. Ramos di certo non è un bidone, ma va messo nella condizione di esprimersi. Il punto però è che uno come Malen per dire il pallone se lo va a cercare, mentre il portoghese no". Che idea ti stai facendo del caso Malagò? "Bisogna partire innanzitutto dal fato che Malagò è in perfetta buona fede, al massimo è mancata precisione negli uffici. Bastava infatti avvertirlo quarantotto ore prima di presentare la candidatura e avrebbe risolto il problema. Ora viene invece segnalata una violazione della norma e la palla passerà a Bonfiglio e al CONI. Personalmente spero che si arrivi comunque ad una soluzione di buonsenso. Del resto si stanno facendo dei paragoni che non esistono e segnalo che anche l'ex presidente Gravina e Abete ritengono assurda l'ipotesi di un commissariamento. Ora si tratta solo di trovare una soluzione ragionevole".

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