Francia fuori dal Mondiale con la Spagna, ma Rabiot precisa: "Non abbiamo meno qualità"
Il giocatore del Milan e della Nazionale francese ha espresso le sue considerazioni in conferenza stampa prima di sfidare la Turchia
Adrien Rabiot, eletto come uno dei vice capitani della Francia, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di Nations League contro la Turchia, senza tuttavia dimenticarsi il cammino al Mondiale e la cocente sconfitta contro la Spagna in semifinale.
Il ricordo
La mancata finale del Mondiale fa ancora male, ma Rabio tenta di voltare pagina: "Penso alla Nations League. Sappiamo che il calcio può andare veloce. Il mister (Zidane, ndr) è qui per 4 anni. Bisogna già prendere questa competizione e servirsene. Sulla Spagna, non è stata una mancanza di qualità. Non abbiamo meno qualità di quella squadra, in tutta umiltà. Sono stati migliori sul piano tattico, forse hanno preparato meglio quell'incontro. La Spagna ha saputo metterci in difficoltà. Se dovessimo rigiocare contro di loro, bisognerà trovare la chiave. È certamente su questo punto tattico che occorrerà lavorare. Il talento collettivo e individuale ce l'abbiamo". Poi ha espresso una considerazione sul duello con l'ex Juventus Merih Demiral, con il quale ha condiviso il campo in passato e che sfiderà domani: "Lo conosco bene. Abbiamo giocato insieme alla Juve. Ci siamo persi di vista. È un grandissimo difensore. È molto aggressivo, bravo con la palla al piede".Quanto cambia con Zidane
"Cosa è cambiato? Alcuni giocatori, intanto. Modi di fare differenti, sedute diverse, idee diverse. Parecchie cose comunque. Abbiamo discusso e lavorato su diversi aspetti. Abbiamo fatto delle riunioni. Con Deschamps o Zidane, l'obiettivo è lo stesso: vincere", ha aggiunto il centrocampista del Milan. "Zidane la stella della nazionale francese? È un po' così (sorride, ndr). Sappiamo la sua importanza nel calcio francese. Era felicemente atteso. La sua aura fa sì che occupi molto spazio. La gente si aspetta molto da lui. Lui cerca di mettersi da parte il più possibile. È anche una buona cosa, si parla più del mister che di certi giocatori... Questo può permetterci di stare più tranquilli".Altre notizie
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