Menez: "Al Milan manca fantasia. La lite con Montella? Ero una testa calda, fu colpa mia"
autore
Alessio Del Lungo
Alessio Del Lungo
Oggi alle 10:37Serie A
autore Alessio Del Lungo
01.10.2026 10:37Serie A
L'ex giocatore di Roma e Milan si racconta: "Il mio carattere mi ha limitato, una volta ordinai una pizza e rubai il motorino al fattorino".
Matteo Gribaudi/Image Sport
"Oggi mi vedrei bene nel Como e nella Roma". Esordisce così Jeremy Menez nella sua intervista a gazzetta.it, parlando di se stesso e delle due squadre citate: "Giocano molto bene e hanno identità forti. Fabregas, poi, è uno degli allenatori più talentuosi. Quest’anno la Roma è da Scudetto: Gasp è un genio. Spalletti invece è un duro".
Giocatori alla Menez se ne vedono pochi in Italia.
"Vero. Nel Milan di Amorim, per esempio, manca fantasia. È un limite. Ma non riguarda solo l’Italia: anche nel calcio in generale si sono un po’ persi i giocatori creativi".
Ci racconti pure la lite con Montella.
"Andammo in ritiro in America. In un’amichevole contro il Liverpool mi mise in panchina e all’allenamento successivo mi comportai da svogliato. Lui mi cacciò e io gli risposi in modo acceso. A fine allenamento chiamò Galliani e gli disse di mandarmi via. Ero una testa calda, è stata colpa mia. Il mio carattere mi ha limitato, lo ammetto. Potevo fare molto di più. Una volta ordinammo una pizza e io rubai il motorino al fattorino".
Altre notizie
Oggi
Ultime dai canali


