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Caso tesseramento Malagò: Taucer toglie il fascicolo a Chiné e archivia. La palla passa al CONITUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 19:10Serie A
di Ivan Cardia

Caso tesseramento Malagò: Taucer toglie il fascicolo a Chiné e archivia. La palla passa al CONI

Nuovo capitolo nel caso del mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura alla presidenza della FIGC. Il procuratore generale dello Sport presso il CONI, Ugo Taucer, secondo quanto raccolto, ha infatti avocato a sé l'inchiesta, definendo "irragionevole" l’intenzione della Procura federale, guidata da Giuseppe Chiné, di procedere all’archiviazione della vicenda. La decisione è maturata dopo che Chiné ha depositato le controdeduzioni richieste da Taucer, ribadendo la posizione secondo cui Malagò avrebbe rispettato i requisiti previsti per la candidatura alla presidenza federale, pur non risultando formalmente tesserato. Taucer, di conseguenza, ha avocato a sé il fascicolo e, contestualmente, lo ha archiviato: è un passaggio tecnico necessario, perché Malagò, non essendo tesserato, non può certo essere deferito. A livello di organi di giustizia sportiva, tecnicamente - l'avverbio è fondamentale - la partita finisce qui. E diventa tutta giuridica. Taucer ha infatti trasmesso il fascicolo direttamente al CONI, e in particolare al presidente Luciano Buonfiglio, evidenziando "potenziali profili di inosservanza dei principi informatori", in ragione del fatto che i candidati alla presidenza di una federazione devono essere in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura. Per la FIGC, questa previsione non impone l'obbligo di essere tesserati, per il CONI sì.

Cosa succederà adesso

Carlo Mornati, segretario generale del CONI, scriverà alla FIGC per chiedere dei chiarimenti: formalmente, la procura di Chiné non rappresenta il punto di vista della Federcalcio, ma quella di un organo - teoricamente e fattualmente - terzo. Allo stesso tempo, la patata bollente passa nelle mani di Buonfiglio: la vicenda non sarà formalmente affrontata nella Giunta nazionale del CONI in programma domani (alla quale peraltro parteciperà Malagò come membro CIO), ma è probabile che se ne inizi quantomeno a parlare. A rischiare, almeno a livello formale, non è Malagò, ma la Federcalcio, che rischia la decadenza del proprio presidente e - ove la convalida della candidatura pur in assenza di tesseramento venisse considerata un grave malfunzionamento - anche il commissariamento.

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