L'haitiano Providence: "Haiti troppo pericolosa. Non ci sono mai stato, lì non ho neanche famiglia"
Ruben Providence, trequartista della Nazionale haitiana con un passato nella Roma, ha concesso un'intervista a La Gazzetta dello Sport raccontando le difficoltà che vive oggi il Paese di Haiti. Queste le dichiarazioni del calciatore in forza all'Almere City, dalla doppia nazionalità francese-haitiana: "È venuta fuori la possibilità di giocare con Haiti e l’ho accettata. Purtroppo non ci sono mai stato. E non ho neanche famigliari lì. Però mi piacerebbe tanto andare. È considerato troppo pericoloso e non ci lasciano giocare in casa".
C'è speranza che le cose cambino? "Personalmente sì, ne ho. Ma ci vuole tempo. Per me tra 3-4 anni potremo finalmente farlo, magari prima, perché questo Mondiale può essere molto positivo in questo senso, può essere il motore di un cambio che attraverso il calcio arrivi a tutto il Paese. Io sono certo che lo sport possa fare miracoli in termini di convivenza. O almeno lo spero", ha risposto Providence.
Infine, un bilancio del Mondiale, che vede purtroppo Haiti già eliminato con due sconfitte nelle prime due gare: "Una grande esperienza a livello personale. E poi siamo una squadra giovane, tra 4 anni potremo essere più competitivi".
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