Da Sanon a Isidor, 52 anni dopo: i gol che uniscono la storia di Haiti al Mondiale
Dal 15 giugno 1974 al 24 giugno 2026, dal gol di Emmanuel Sanon contro l’Italia al sigillo di Wilson Isidor contro il Marocco. E in mezzo la rete dello stesso “Manno” Sanon all’Argentina, il 23 giugno di 52 anni fa e, nella gara di ieri, l’autogol di Bounou su colpo di tacco di Lenny Joseph. 52 anni d’attesa per un momento che resterà, da qualunque prospettiva lo si guardi, nella storia e nel cuore di tutta Haiti.. La Nazionale caraibica ha salutato il Mondiale 2026 con la sconfitta per 4-2 per mano del Marocco e con zero punti in tasca, ma con tre prestazioni di abnegazione e sacrificio che hanno portato il ct Mignè a dire: “Siamo riusciti a dimostrare di aver meritato la qualificazione al Mondiale. Eravamo al posto giusto. Volevamo salutare il Mondiale a testa alta, ed è esattamente quello che abbiamo fatto”. Una dichiarazione d’orgoglio che abbraccia un percorso dignitosissimo contro tre squadre di livello decisamente superiore.
I numeri
Le tre partite contro Scozia, Brasile e Marocco sembravano dover condannare Haiti, numero 83 del ranking FIFA, al ruolo di vittima sacrificale. Così non è stato. Les Grenadiers hanno chiuso le loro 3 partite con numeri più che decorosi: 31 tiri totali – di cui solo 7, però, nello specchio, con 1,64 xG complessivi nell’arco dei 270 minuti giocati – e l’85% di accuratezza dei passaggi. Il livello delle avversarie accresce il valore delle statistiche accumulate. Rispetto al Mondiale del 1974 Haiti ha confermato gli zero punti e i 2 gol segnati, ma scendendo da 14 a 8 gol subiti. Merito, anche e sopratutto, di una rosa che ha dimostrato di avere una chiara impronta e alcune individualità di spessore.
La firma di Isidor
Chi rimarrà nella storia dei Mondiali e di un popolo intero è il sopra citato Wilson Isidor, autore del provvisorio (e spettacolare) punto dell’1-2 contro il Marocco. Nato a Rennes con origini haitiane, Isidor ha esordito nel 2026 con Haiti dopo un lungo percorso nelle Nazionali giovanili francesi. L’attaccante del Sunderland, 13 gol nel Championship dello scorso anno e 6 nell’ultima Premier, con un meraviglioso tiro scagliato dalla distanza ha regalato attimi di pura estasi a tutti i (tanti) tifosi haitiani presenti sugli spalti. E poco importa se, poi, è arrivato prima il nuovo pareggio del Marocco - che già aveva rimontato dallo 0-1 - e poi il definitivo sorpasso. Haiti ha chiuso dimostrando di non volersi accontentare, ma al contrario di voler onorare la propria partecipazione al Mondiale attraverso una proposta di gioco e una filosofia ben definita, spregiudicata ma non per questo disorganizzata. Tutti elementi che torneranno d’attualità fin dalle prossime partite, quando Haiti sarà chiamata a dare continuità al sogno appena vissuto.
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