"Le Malvinas sono argentine": i giocatori espongono lo striscione e ora rischiano
Al termine della partita contro l'Inghilterra, i giocatori dell'Argentina hanno rivendicato la sovranità sulle Falkland, contravvenendo ai protocolli FIFA
L'Argentina mette la politica di mezzo nei festeggiamenti post vittoria contro l'Inghiltera. Al triplice fischio, dopo l'epica rimonta, alcuni giocatori hanno esposto uno striscione con la scritta: "Las Malvinas son argentinas" che rischia di avere delle conseguenze.
Al termine della partita, Leandro Paredes è stato incalzato da una giornalista in merito allo striscione, rispondendo: "Le Malvinas saranno sempre argentine".
Sorprende il fatto che tale striscione sia entrato tranquillamente allo stadio superando i controlli, considerando che il protocollo FIFA aveva stabilito che nessun oggetto che facesse riferimento alle Falkland sarebbe stato ammesso. Il massimo organo calcistico vieta espressamente l'esposizione di messaggi politici, ideologici o religiosi durante le sue competizioni. La Federcalcio argentina rischia una sanzione che va dal semplice avvertimento a multe per i giocatori coinvolti.
Il precedente di Xhaka e Shaqiri
Per fare un esempio, nel Mondiale del 2018 i giocatori svizzeri Granit Xhaka e Xherdan Shaqiri nel corso della partita contro la Serbia provocarono mimando l'aquila bicipite, simbolo presente sulla bandiera albanese. I calciatori furono multati per 10mila franchi ciascuno, più 5mila al capitano Stephan Lichsteiner che aveva anch'egli mimato il gesto. A livello UEFA, invece, Alvaro Morata e Rodri durante i festeggiamenti per la vittoria degli Europei della Spagna contro l'Inghilterra gridarono: "Gibilterra è spagnola". Entrambi furono squalificati per una partita.Altre notizie
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