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Le 5 cose impossibili da pronosticare nei primi 20 giorni di calciomercatoTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Tommaso Bonan

Le 5 cose impossibili da pronosticare nei primi 20 giorni di calciomercato

Questa sessione estiva di calciomercato sembrava fosse partita come tutte le altre. E invece, ecco 5 scenari che soltanto a giugno erano inimmaginabili
Il calcio è lo sport più bello del mondo. E il calciomercato, la sua emanazione più naturale, fa parte della vita di tutti coloro che lo amano. A volte, però, certe situazioni obbligano a fermarsi per un istante e a pensare. Ecco perché, prima di parlare di cose decisamente più futili – ricordiamocelo sempre -, cogliamo l’occasione per manifestare ancora una volta la nostra vicinanza a Silvio Baldini. Una persona che nel calcio rappresenta ciò che rimane di positivo e genuino, ed è dunque giusto che riceva il più ampio sostegno in un momento così tragico della propria vita. Tornando a noi, dopo questa doverosa premessa, come detto il calciomercato imperterrito va avanti dopo una prima fase di stanca che sembrava dovesse (e potesse) ripercorre lo spartito delle ultime annate. Una Serie A piatta, senza troppi squilli, votata soprattutto ad una iniziale fase di studio in attesa di capire come e quando spendere i pochi soldi a disposizione. Con la Premier a farla da padrone. E invece no. Dopo i primi 20 giorni dall’apertura ufficiale della sessione estiva, ci sono almeno 5 cose del mercato in Italia che soltanto a giugno erano pressoché impossibili da pronosticare. Ma andiamo con ordine. La prima. Inevitabile citare il Como, inteso come mercato condotto fino a questo momento. Forse la squadra che più ha sorpreso, nonostante ci si potesse aspettare qualcosa di importante da Suwarso & Co. Forte di un progetto chiaro e di una grande disponibilità economica, in questa sessione ha già superato i 70 milioni: su tutti, quel Nico Paz lasciato e comprato dal Real Madrid per 60, oltre ai vari Cuenca, Milla, Kaiki e Liberali. Insomma, una “matricola” che non guarda in faccia nessuno. La seconda. Dopo il Como, sia in termini di spesa che come numero/qualità di colpi, ecco la Fiorentina. E qui, rispetto ai lariani, il ruolino è ancora più sorprendente se si considera la passata stagione e la volontà di non ripetere il buco nell’acqua dell’estate scorsa sul mercato. E invece, a fari spenti, ecco Paratici centrare le operazioni Viery, Dragusin, Atta, Jimenez, apparentemente senza preoccupazioni dal punto di vista del budget. Alzi la mano chi avrebbe immaginato questa Fiorentina nei primi 20 giorni di mercato. A Firenze non sanno darsi una risposta. La terza. Non una squadra, bensì un calciatore. Fine campionato, la Roma centra la Champions, c’è il rompete le righe con tre giocatori a scadenza di contratto. E che giocatori. Dybala, Pellegrini e Celik. Il primo rinnoverà dopo qualche settimana, il secondo è ancora in attesa, il terzo invece… è andato alla Juventus. Il trasferimento del turco in bianconero si iscrive già nel registro dei colpi più a sorpresa dell’estate. Proprio mente le trattative per il rinnovo con la Roma andavano avanti da settimane, pur mancano ancora la quadra sull’eventuale stipendio. E invece, il blitz dell’ex Massara ha sorpreso tutti, soprattutto la Roma. La quarta. Sarri l’ha definito soltanto due giorni fa “un pilastro dell’Atalanta”. Ventiquattrore dopo, ecco il rinnovo di Ederson per i prossimi cinque anni. Un prolungamento che, a giugno, nessuno mai aveva preso in considerazione. Dopo una seconda parte di campionato intrisa di rumors sul suo futuro, Ederson è partito per il Mondiale di fatto dopo aver salutato Bergamo e scelto Manchester. L’annuncio del rinnovo con i nerazzurri, invece, si concretizza a pochi giorni di distanza dal mancato trasferimento allo United: i Red Devils, infatti, avevano rinunciato all'acquisto del giocatore dopo la seconda tranche di visite mediche. Incredibile, ma vero. La quinta. Infine, la quinta ed ultima cosa impronosticabile a giugno non riguarda un colpo o un rinnovo, ma un mancato arrivo. Anzi, due mancati arrivi. Che vedono protagonista suo malgrado sempre l’Inter. La storia la sappiamo: Palestra sfumato (con annesse polemiche) per “colpa” del Chelsea, Khalaili saltato a sorpresa per mancanza di idoneità sportiva dopo le visite mediche sostenute a Milano. Qualcuno si sarebbe mai aspettato che dopo 20 giorni di mercato l’Inter non avesse ancora trovato il sostituto di Dumfries?