Paolo Del Genio boccia il Napoli: "Schemi elementari, così ci si affida solo allo spunto dei singoli"
Siamo solo alle battute iniziali del calcio estivo e i carichi di lavoro di Dimaro pesano sulle gambe dei giocatori, tuttavia, il ko contro l'Arezzo costringe Allegri e la dirigenza a una transizione più rapida del previsto
Dimaro – Il primo test stagionale del Napoli si trasforma in un inatteso campanello d'allarme.
Gli azzurri cadono per 3-1 nel match amichevole contro l'Arezzo, formazione neo-promossa in Serie B, scatenando le prime immediate riflessioni sul nuovo corso tattico guidato da Massimiliano Allegri.
A tracciare un'analisi lucida e severa della prestazione è il noto giornalista napoletano Paolo Del Genio, intervenuto ai microfoni di Canale 8 durante la trasmissione "Ne Parliamo da Dimaro".
L'esperto tattico non ha usato giri di parole per bocciare l'impostazione vista in campo, definendo la manovra azzurra ancora troppo acerba e priva di varianti.
Un modulo superato
Il fulcro della critica di Del Genio si è concentrato sulla disposizione in campo e sullo sviluppo del gioco. Il giornalista ha stroncato il sistema della squadra, etichettandolo come "un 4-3-3 troppo basic, leggibile e non moderno". Secondo Del Genio, la rigidità delle posizioni ha reso la vita facile ai difensori dell'Arezzo, che sono riusciti ad arginare senza troppi affanni le geometrie dei partenopei.I nodi da sciogliere: manovra e mercato
Dall'analisi del match emergono tre criticità fondamentali per il Napoli in questa fase del ritiro: Assenza di gioco corale: la manovra collettiva è apparsa lenta e prevedibile, costringendo la squadra ad affidarsi quasi interamente alle iniziative dei singoli. Ritardo di condizione e idee: l'assenza di schemi moderni e di fluidità ha penalizzato sia la fase di costruzione che le transizioni difensive. Urgenza sul mercato: il verdetto del campo accelera le grandi manovre societarie. Del Genio ha infatti ribadito come la rosa attuale necessiti di interventi profondi, stimando in almeno sei i nuovi acquisti indispensabili per rendere la squadra competitiva. Siamo solo alle battute iniziali del calcio estivo e i carichi di lavoro di Dimaro pesano sulle gambe dei giocatori, tuttavia, il ko contro l'Arezzo costringe Allegri e la dirigenza a una transizione più rapida del previsto verso un calcio più dinamico ed efficace. La tendenza di Allegri a faticare nei primissimi giorni di ritiro non è legata a una "maledizione della prima gara", ma a una precisa metodologia di lavoro. Lo staff del tecnico livornese è noto per imporre carichi di lavoro atletici estremamente pesanti nelle prime due settimane di ritiro, con l'obiettivo di mettere benzina nelle gambe in vista della primavera, periodo in cui, come ripete sempre lo stesso allenatore, "si decidono le stagioni". Di conseguenza, la squadra si presenta spesso alle prime uscite con le gambe imballate e ritmi di gioco ridotti, anche se rispetto a Conte sembra che i carichi siano molto più leggeri e si gioca subito con lil pallone.Altre notizie
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