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Dalla nomina alle dimissioni in 16 giorni, le tappe di Maldini e Leonardo fino al naufragioTUTTOmercatoWEB
ieri alle 23:00Serie A
di Giacomo Iacobellis

Dalla nomina alle dimissioni in 16 giorni, le tappe di Maldini e Leonardo fino al naufragio

Quello che doveva inaugurare una nuova era per la Nazionale si è concluso nel giro di poco più di due settimane. Decisivi il no di Pep e il caso Pirlo.
Doveva rappresentare l'alba di un nuovo ciclo per il calcio italiano, ma si è trasformato in uno dei progetti più brevi della storia recente della FIGC. Dopo l'elezione di Giovanni Malagò alla presidenza federale, Paolo Maldini era stato scelto come nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia, mentre Leonardo aveva assunto il ruolo di advisor. L'obiettivo era costruire un progetto di lungo periodo, capace di rilanciare la Nazionale attraverso una nuova organizzazione tecnica e la scelta del commissario tecnico. Nei primi giorni di lavoro i dirigenti hanno valutato diversi profili, con Roberto Mancini e Andrea Pirlo tra i candidati, senza però escludere nomi di livello internazionale.

Il sogno (infranto) Guardiola e la scelta Pirlo

Il primo grande obiettivo era Pep Guardiola. Maldini e Leonardo lo hanno incontrato a Barcellona per illustrargli il progetto azzurro, mentre Malagò ha più volte confermato pubblicamente i contatti, spiegando che la Federazione era pronta anche a uno sforzo economico pur di convincere il tecnico spagnolo. Il 24 luglio, però, è arrivato il definitivo rifiuto dell'allenatore del Manchester City, motivato da ragioni personali e familiari. A quel punto la FIGC ha deciso di accelerare su Andrea Pirlo, individuato come il profilo ideale per guidare la Nazionale e arrivato a un passo dall'annuncio ufficiale.

Il caso Pirlo e le dimissioni del duo

Quando la fumata bianca sembrava ormai a un passo, sono esplose le polemiche legate ai rapporti professionali di Pirlo con la Russia. La vicenda ha rallentato l'iter fino alla rinuncia dello stesso ex centrocampista, che ha chiarito sui social la natura esclusivamente commerciale della sua collaborazione. Tramontata definitivamente la candidatura del Maestro, anche il progetto tecnico è crollato: Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni, comunicando la decisione a Malagò appena sedici giorni dopo il loro insediamento. Ora, alla vigilia del Consiglio Federale, la FIGC è chiamata a ripartire ancora una volta da zero.