Michele Criscitiello: "Folgore Caratese senza stadio? Sindaco vittima dei suoi uffici. Conduttore e presidente, così cambio giacca... Fiorentina mercato top. Lazio-Lotito rapporto finito"
Era l'anno 2010 quando Michele Criscitiello, all'epoca direttore di TuttoMercatoWeb.com, decideva di dare fiducia e affidare ad un giovane appassionato di mercato, la rubrica "A tu per tu". Oggi, sedici anni dopo, Michele Criscitiello è il protagonista di questa rubrica, nelle vesti di presidente della Folgore Caratese che l'anno scorso ha centrato la Serie C e la sua squadra non può giocare nel suo stadio perché deve fare i conti con le vacanze dei dipendenti del Comune di Carate Brianza. Uno stadio dove Criscitiello ha investito senza fondi pubblici. Il modello Udinese, di cui l'attuale direttore di Sportitalia è stato a capo della comunicazione, fatto di strutture, organizzazione e coesione. La voglia di fare calcio senza fare il passo più lungo della gamba e l'intenzione di costruire partendo dalle fondamenta. Criscitiello a TuttoMercatoWeb.com, racconta il suo progetto Folgore Caratese, a comiciare dalla diatriba con il Comune di Caratate Brianza. Con un occhio al mercato.
Da ideatore della rubrica "A tu per tu", a protagonista. Che effetto fa?
“Bello. Questo è lo switch che penso di aver fatto bene. Penso di essere bravo a togliere una giacca e metterne un’altra quando serve. Prima chiamavo Petrachi per chiedergli una notizia, ora invece per trattare un calciatore. Nessuno mi ha regalato niente, ho conquistato tutto lavorando. Oggi faccio il conduttore e l'imprenditore, due mondi che mi piacciono. Ma ammetto che mi piace molto di più stare dentro le dinamiche del calcio, viverle da un'altra prospettiva. Sì, il calcio vissuto da dentro, da protagonista e da presidente, è un'altra cosa".
Andiamo subito ai fatti più recenti. Cosa è successo col Comune di Carate Brianza?
“Faccio una premessa: il Comune ha fatto un palazzetto dello sport a cinquecento metri dallo stadio, ha speso 6 milioni e il palazzetto è vuoto. Lo stadio, tra i professionisti, al Comune costa zero. Ho fatto tutto io, spendendo e sistemando ogni cosa. La Lega ha dato l’ok, dal Comune ci hanno detto che i documenti non bastavano e abbiamo integrato tutto. Ma non ci danno il nulla osta perché ad agosto al Comune di Carate Brianza non c'è nessuno che possa sbloccare la situazione. Per la Lega il campo è pronto. Ad essere lacunosa non è la documentazione, ma l'amministrazione comunale".
Che rapporto ha con il Sindaco?
"Era ad alzare la coppa con la fascia tricolore, ci ha premiato in Regione. È vittima degli uffici tecnici a cui non interessa nulla della Folgore Caratese”.
Ha dedicato la promozione a suo padre che non c'è più. Oggi è tra i professionisti, con che obiettivo?
“Ci ho messo un po’ per arrivare dove siamo arrivati. Ma l'ho fatto tramite un progetto, mica ho speso due milioni l’anno. La politica è stata quella di seminare per poi raccogliere. Sono arrivato in C e voglio restarci. Noi, le Dolomiti Bellunesi, la Giana Erminio, il Desenzano, siamo tutte squadre che dobbiamo arrivare alla salvezza. Ho sempre giocato guardando la classifica verso l'alto. Ora dovrò guardarla verso il basso. Dovrò essere più cauto, paziente. Sono consapevole che l’obiettivo è cambiato. Ora dobbiamo mantenere la categoria. Un cambio di mentalità. Ho detto ai ragazzi che dobbiamo andare su tutti i campi per vincere. Poi naturalmente se l’avversario si dimostra più forte diamo la mano e ce ne andiamo. Non ce la facevo più a stare tra i campi di D, adesso respiriamo calcio vero. Dobbiamo dare il massimo ad ogni partita".
Da una giacca all'altra: come vede questo mercato di A?
“Stando dentro ho capito perché si arriva agli ultimi giorni. Vale per le grandi d’Italia che aspettano le big europee e anche più in basso. Sto capendo che ciò che dice il Sarri di turno, che il mercato è troppo lungo, è giusto. Ma mi aspetto delle svendite clamorose: chi non ha venduto dovrà farlo più avanti”.
Di chi è stato il mercato migliore?
“Senza ombra di dubbio la Fiorentina. Ha un direttore bravo, il centro sportivo più bello d’Italia. Paratici ha fatto un grande lavoro, sarebbe stato il direttore perfetto per il Milan”.
Delusione Lazio? Può fare di più?
“Quello tra la Lazio e Lotito è un rapporto che sta finendo, non mi aspetto chissà cosa. Probabilmente mi aspettavo di più dal Napoli che però aveva poco da fare. La Roma ha fatto poco ma bene, stesso discorso per l’Inter. Il Milan ha speso tanto e vedremo se gli investimenti daranno i suoi frutti".
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