Mazzocchi: "La mia volontà è rimanere al Napoli, ma in scadenza non si è del tutto sereni"
Pasquale Mazzocchi, terzino del Napoli, ha parlato di varie tematiche dell'attualità azzurra e pure del suo futuro, rispondendo a una domanda sul rinnovo.
Pasquale Mazzocchi, esterno difensivo del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Radio Kiss Kiss, soffermandosi sul momento attuale degli azzurri, le emozioni per il centenario e tanto altro: "Ovviamente il mio passato mi ha sempre aiutato, perché sono un ragazzo nato in una famiglia umile e la fame che mi accompagna da tanto tempo mi accompagna anche oggi, quindi non ci sono segreti. Io penso che sia la fame che ho avuto dentro a portarmi ancora oggi e, come ho detto anche attraverso i social, ringrazio ancora quel ragazzo che non ha mai smesso di lottare."
È una stagione importante, quella del centenario del club. Ti abbiamo visto molto emozionato sul palco di Piazza del Plebiscito: qual è l'emozione che si prova a indossare questa maglia nell'anno del centenario?
"È difficile riuscire a trovare le parole. Per un napoletano essere lì sul palco non è soltanto il mio sogno, ma credo sia anche il sogno di ogni tifoso napoletano, vedere un napoletano che indossa la maglia del centenario. Sono stato contento di aver conosciuto anche le tante leggende che sono venute lì e, come ho detto, le ringraziamo veramente tutte per quello che ci hanno trasmesso negli anni."
Vi stiamo vedendo lavorare con tanta intensità, prima a Dimaro, oggi a Castel di Sangro con mister Allegri. Vedo tanto affiatamento con il mister: si è messo subito a disposizione della squadra?
"No, il mister è una bravissima persona, ci sta facendo lavorare e stiamo facendo, secondo me, un grandissimo lavoro. Poi il caldo si fa anche sentire, le giornate diventano lunghe quando si è in ritiro, però noi lo ringraziamo perché ogni giorno, quando si va in campo, cerca sempre di farci pesare meno il tutto, anche la lontananza dalle famiglie."
Il 5, l'8 e il 12 agosto ci saranno le amichevoli con Osasuna, Celta Vigo e Aris Salonicco. Che appello vuoi fare ai tifosi?
"L'appello è sempre quello di venirci a vedere, di sostenerci sempre, ma è una cosa che loro hanno sempre fatto. Non ci hanno mai fatto mancare l'affetto. Napoli è unica sotto questo aspetto. Poi, per quanto riguarda noi, dobbiamo iniziare a guardare al futuro, perché il campionato piano piano si sta avvicinando. Quindi anche in queste partite dobbiamo cercare di dare il massimo per presentarci al meglio."
Lezioni di napoletano ai compagni stranieri. Abbiamo visto un De Bruyne molto preparato, anche Scott molto preparato. Adesso manca solo Hojlund, che forse pecca un po' col napoletano.
"Guarda, io cerco sempre di dare alcune pillole di napoletano per quello che mi riguarda. Cerco sempre di farli sentire a casa e, anche durante gli allenamenti, cerco di fargli capire cosa significa indossare questa maglia, perché al di là del centenario noi indossiamo una maglia che rappresenta una città che ha oltre 2.500 anni di storia. Quindi cerco di fargli capire cosa significa."
A Gianni Improta, il baronetto di Posillipo, hai detto che non scambieresti il suo titolo nobiliare con uno scudetto. Ma se dovesse arrivarne un altro, uno glielo puoi dare, no?
"Facciamo uno a testa, dai, perché comunque se lo meritano per quello che hanno fatto."
Manca solo il rinnovo adesso.
"Ah no, ma io ho già parlato con la società. La mia volontà è quella di rimanere. È normale che, quando si è in scadenza di contratto, non si è del tutto sereni, però io cerco di dare sempre il massimo. Come ho detto prima, questa è una cosa che poi vedremo con la società."
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