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Immobile: "Non mi sbagliavo su Pio Esposito. Alla Nazionale servono i Locatelli"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 15:07Serie A
di Dimitri Conti

Immobile: "Non mi sbagliavo su Pio Esposito. Alla Nazionale servono i Locatelli"

Ciro Immobile, ex attaccante e oggi capo delegazione della Nazionale italiana Under 16, ha parlato a Sky Sport da Coverciano: "Avevo detto che avevo tanti progetti ma non mi aspettavo di partire così velocemente. Sono davvero entusiasta e felice di questo ruolo, con i ragazzi è una specie di ripartenza per me. Ieri con la Spagna abbiamo fatto una bella partita e potevamo anche vincere, avendo preso tre legni. Conta però che i ragazzi crescano perché dobbiamo portare carburante per la prima squadra". La prima cosa che sente di dover fare quando entra a Coverciano in queste nuove vesti? "Aiutare. Questo è l'obiettivo primario, in tutti i sensi. Senza intralciare il lavoro che stanno facendo da agosto con mister Costantino. Non è facile approcciarsi, in nazionale i ragazzi li vedi pochi giorni ma devi far sentire loro il senso d'appartenenza". Stiamo aprendo le porte agli oriundi. "Dobbiamo farlo, perché anche le altre nazionali lo stanno facendo. Sono nuove opportunità e stando dentro vedo la qualità del progetto e un futuro impegnativo ma interessante". Cosa le viene in mente stando in questo luogo? "Abbiamo dei ricordi incredibili. Poi giri per Coverciano, guardi le foto e tornano in mente mille momenti vissuti insieme. Ricordo che abbiamo fatto impazzire il responsabile di Coverciano, ma sono momenti che porti dentro per sempre". Romano, Zoma, Doumbia: c'è qualcuno dei giovani in arrivo che la colpisce? Pio Esposito le piace? "Quando era ancora allo Spezia, avevo puntato su Pio e non mi sono sbagliato. Soprattutto come ragazzo: viene dalle giovanili e lo conoscono tutti qui, mi hanno parlato di uno serio. E si vede, in campo fa cose eccezionali e ha margini di crescita impressionanti. Ho sentito Baldini e Mancini, sono molto carichi. Vedendo la squadra, non sono preoccupato: i nomi fatti poi sono di buoni prospetti. Mi dispiace per Locatelli, stava diventando un punto fermo per quelli che ci mettono e trasmettono la giusta passione per la maglia. Dobbiamo trovare questi personaggi nello spogliatoio, la nostra nazionale era fatta da quasi solo capitani dei club. E questo nel calcio conta molto". Un consiglio che darebbe a un ragazzo molto giovane che vivrà la concorrenza per la maglia azzurra? "La domanda è interessante, è giusto dire che siamo indietro e bisogna lavorare per migliorare con i giovani. Poi però nessuno prende in mano la situazione. E forse Malagò ha pensato a questo, chiamandomi: chi ha oggi 16 anni mi ha visto nel momento migliore e sente anche quella giusta pressione e responsabilità che ti mettono un gradino sopra. Giusto quindi che facciano partite come quella di ieri. Ai ragazzi ripeto ogni giorno che il lavoro è qui dentro e quotidiano, ma anche nel loro club. I tempi sono cambiati, non sono più i miei, ma dobbiamo accettarlo. Si parla di sociale, ma occupandoci solo di sport e calcio credo che da quel punto di vista lavorare all'interno di ogni giocatore sia un buon punto di partenza".

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