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La sorpresa del campionato parte dalla Generazione Z: la rivoluzione gentile di Pisacane. Roma, il rimpianto cresce ma è "colpa" della UEFATUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Tommaso Bonan

La sorpresa del campionato parte dalla Generazione Z: la rivoluzione gentile di Pisacane. Roma, il rimpianto cresce ma è "colpa" della UEFA

Brava Inter, brava Roma. E brava Lazio. In maniera un po' semplicistica - per una volta ce lo concediamo - archiviamo il primo posto condiviso con merito dalle tre squadre in cima alla classifica di Serie A, e ci concentriamo su chi troviamo dopo. Perché in attesa delle altre big ritardatarie (Juventus e Napoli), il campionato italiano ci lascia in dote una splendida sorpresa. Che merita di essere celebrata. A ridosso del podio, ad un solo punto di distanza, c’è una squadra che non siamo abituati a vedere sotto questa lente. Il Cagliari di Fabio Pisacane. Lontano da riflettori mediatici e lontano da slogan sensazionalistici, in Sardegna c’è un allenatore che sta dimostrando che si può fare un calcio moderno e redditizio anche senza disporre dei budget delle big, dando identità al club attraverso pura identità di gioco.

Una vita a Cagliari. E per il Cagliari

A scanso di equivoci, e giusto per ribadire il concetto, il fatto che siano passate soltanto cinque giornate di campionato (nulla, quindi, rispetto al totale delle partite stagionali) non scalfisce affatto l’analisi che si può fare di una squadra che, giusto per citare un primo dato, ha la miglior difesa della Serie A. Due gol subiti, come pochissime altre in Europa. Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui. Pisacane ha legato gran parte della propria carriera al Cagliari, prima da calciatore e adesso da allenatore. Dalle giovanili rossoblù, fino alla prima squadra. Portata ad una salvezza più che meritata nella passata stagione. E adesso trainata in vetta al campionato. Difficile possa mantenere il ritmo, ovvio, ma in un calcio italiano da sempre bistrattato, ogni tanto vale la pena puntare una luce diversa su chi se lo merita.

Pisacane e il coraggio nelle scelte

In una recente intervista che abbiamo realizzato su TMW, Renzo Castagnini in qualità di Direttore sportivo del Frosinone, a precisa domanda, indica il Cagliari come vera sorpresa di questo inizio. "Squadra tosta, bella, sta facendo cose straordinarie", per usare le parole precise. E in quella squadra tosta e bella, c’è un po’ di tutto. Un assetto di partenza che si rende flessibile appena necessario, sia in difesa che in attacco. Un centrocampo dinamico capace di mandare gli uomini tra le linee nei momenti giusti, ma soprattutto il coraggio nelle scelte. Le scelte dei giovani. Che nel gioco di Pisacane sono centrali, da sempre.

Investimenti, equilibrio, idee: cosa scegliete?

Nel calcio ci sono tanti modi per vincere. O per provare a farlo. Ci sono gli investimenti, c’è l’equilibrio, ci sono le idee. Una squadra, un allenatore, a seconda del momento storico che si sta vivendo in una determinata piazza, può affidarsi all’usato sicuro, all’equilibrio in campo, appunto. Per adesso andiamo cauti, poi vedremo. Quella dei grandi investimenti ovviamente è la scorciatoia principale, che non sempre però dà certezze e che soprattutto non tutti possono intraprendere. E allora, per provare a creare qualcosa di bello, restano le idee. Quelle che sta mettendo in pratica Alvini a Frosinone, per dire. E quelle di cui parlavamo prima. La gestione e l'inserimento dei profili giovani tra i giocatori di esperienza che per forza di cose ci devono essere per realtà come Cagliari. Così, ecco che per un Mina c’è un Rodriguez in difesa, per uno come Nzola c’è un Mendy in attacco, fino ad arrivare al centrocampo. Alessandro Romano e la Generazione Z Forse la diapositiva più lucente di tutta la squadra. Perché insieme alla difesa di ferro, all’esplosione dei singoli come Maldini, ai 12 punti con 5 gol segnati (2,4 punti per ogni rete segnata, una media spaventosa) che esalta la solidità di un gruppo, c’è Alessandro Romano. Rivelazione dentro la rivelazione. 20 anni, nato nell’anno in cui l’Italia diventa campione del Mondo e che proprio dell’Italia potrebbe diventare colonna per il futuro. Il Cagliari è stato bravo in estate a soffiarlo alla Roma - stretta nella morsa Settlement Agreement firmato con la UEFA e costretta a fare plusvalenze - per soli 6.5 milioni di euro (chissà a Trigoria quanto si stanno mangiando le mani…) e a consegnarlo alla sapiente regia di un allenatore che soltanto pochi mesi fa, in una interessante intervista a La Gazzetta dello Sport parlava così: “Ho fatto un corso sulla generazione Z, quelli nati dal 1995 ai primi 2010. Voglio conoscere il loro universo perché voglio sapere quali tasti toccare”. Detto fatto.

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