Messi e Ronaldo, la differenza si vede alla fine: due modi diversi di lasciare la scena
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Michele Pavese
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Oggi alle 12:12Serie A
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01.10.2026 12:12Serie A
Due finali opposti per due carriere leggendarie: l'addio al calcio internazionale racconta anche il rapporto di Messi e Ronaldo con il tempo
Daniele Buffa/Image Sport
Due leggende, due finali completamente diversi. Quando Lionel Messi scenderà in campo per l'ultima volta con la maglia dell'Argentina, nella notte tra martedì 6 e mercoledì 7 ottobre, il clima sarà quello solenne di una celebrazione collettiva. Non sarà soltanto l'addio al più grande talento della storia del calcio argentino e mondiale, ma il saluto a un giocatore che per anni ha convissuto con una "condanna" sportiva: il paragone con Diego Armando Maradona. Cristiano Ronaldo, invece, potrebbe non ricevere mai un tributo simile.
Il peso dell'eredità
Per una parte del popolo argentino, Messi non era abbastanza. Nonostante i trofei conquistati con il Barcellona, nonostante i record, nonostante una carriera irripetibile, mancava sempre qualcosa: la Coppa del Mondo, quel trofeo che avrebbe dovuto trasformarlo definitivamente da fenomeno generazionale a leggenda nazionale. Per questo l'Argentina non è mai stata soltanto una squadra per Messi: è stata una ferita, un peso, una missione. E il Mondiale in Qatar non è stato solo un successo sportivo: è stato il momento in cui ha finalmente spezzato il filo del confronto con il calciatore più amato. Non doveva più dimostrare di essere all'altezza di Diego, perché aveva scritto la sua pagina di storia. Il suo rapporto con la maglia albiceleste è passato attraverso tutte le emozioni possibili: l'amore, la critica, la delusione, il ritiro annunciato dopo la finale di Copa America persa nel 2016 e poi la rinascita. Messi non ha mai smesso di cercare quel legame con il suo Paese, fino a conquistare tutto ciò che sembrava impossibile. Ora il suo addio sarà quello di un campione che ha trovato finalmente pace. Un giocatore celebrato da un popolo che per anni gli aveva chiesto di essere "di più" e che adesso vuole soltanto ringraziarlo.Cristiano Ronaldo e un finale molto più complicato
Dall'altra parte c'è Cristiano Ronaldo, un altro simbolo assoluto della storia recente del calcio. Anche il suo rapporto con la Nazionale è stato unico: nessun giocatore ha segnato così tanto con il Portogallo (e in generale con le nazionali), nessuno ha rappresentato così a lungo una selezione. Capitano per 18 anni, con la maglia rossoverde ha conquistato un Europeo e una Nations League, ha battuto ogni record possibile. Ma il finale della sua storia rischia di essere difficile da spiegare. La sensazione è che, negli ultimi anni, la nazionale sia diventata per Ronaldo soprattutto il luogo dove difendere la propria posizione, la propria centralità, il proprio ruolo di leader indiscusso. La fame, l'ambizione, il rifiuto di sentirsi arrivato: la stessa mentalità che lo ha portato sul tetto del mondo ha reso più difficile il passaggio generazionale, perché arriva sempre un momento in cui anche i più grandi devono accettare una verità: la vita continua anche senza di loro. E quando un campione costruisce tutta la propria carriera sull'idea di essere il migliore, accettare il tramonto può diventare la sfida più complicata. Il Portogallo degli ultimi anni ha mostrato di avere una generazione di enorme talento, con giocatori pronti a prendersi il futuro. Ma la presenza ingombrante di Ronaldo ha spesso aperto il dibattito più delicato: quanto spazio deve ancora avere una leggenda quando il domani bussa alla porta? Il modo in cui ieri CR7 ha sbattuto quella porta in faccia a compagni, CT e Federazione - a prescindere da chi abbia ragione - non fa onore alla sua storia, all'atleta straordinario che è ancora oggi, a 41 anni. Poche ore per rovinare tutto: a questo punto sembra improbabile che il suo addio sia celebrato come quello del grande rivale. Due leggende, due carriere irripetibili, due finali opposti. Il tempo non giudica soltanto quanto sei stato grande, ma anche il modo in cui hai lasciato il palcoscenico.Altre notizie
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