Quali priorità per il calcio italiano? Figc, Malagò: "Vi dico i tre punti da cui ripartire"
Quali sono le sue tre priorità? Nella sua prima conferenza stampa da presidente della FIGC, Giovanni Malagò ha dato risposta a questa domanda di grande rilevanza per il futuro del calcio italiano: "Compattare la squadra, hanno tutti una discreta personalità. C'è da impostare un discorso tecnico e sportivo, da ripristinare un rapporto con una parte della politica: sono sempre stato un convinto soggetto della managerialità sportiva. Oggi cos'è la politica? Con qualcuno di primaria importanza va ripristinato un discorso congiunto. Sono stato un quarto d'ora ad aspettare per una firma digitale che ancora non ho fatto. Per ora, almeno 5 personaggi dello Stato mi hanno chiamato ed erano persone che in queste settimane facevano il tifo per me. Questa deve essere una priorità: noi abbiamo poco tempo, loro meno. Ci sono due anni e mezzo soltanto di differenza. Poi, vanno date delle risposte ai problemi strutturali".
Soddisfatto della percentuale? Quando svelerà il CT?
"Ho detto chiaro che tutto ciò che ci sarebbe stato dopo il 60% era importante, sapete il peso della LND. Qualcuno in Serie A si è astenuto... Un dato di fatto è che l'incidenza dei dilettanti è di un terzo che ha votato per me. Come si fa a non essere contenti? Sono arrivato al 69%... un 12% era dalla Lega Pro... Il risultato è importante. Sul CT, non ho parlato con nessuno. Da adesso ci pensiamo. Vanno viste anche alcune criticità, il bilancio".
Cosa deve avere il CT ideale?
"Ho fatto un atto d'amore e follia lucida: non ci pensavo. Non è stata una mia idea candidarmi, ma sono stato coinvolto. II CT deve abbracciare questo discorso: se dopo un anno il Presidente eletto al 98% e un discorso del vicepresidente dell'AssoTecnici, sembra un bollettino di guerra. Non opterò per una figura diversa dalla mia visione, ma la deve sposare a pieno".


