
L’editoriale di Chiariello: “Tre punti pesantissimi che hanno una morale all’interno”
Nel corso di 'Campania Sport' su Canale 21, il giornalista Umberto Chiariello ha commentato a caldo Napoli-Cagliari nel suo editoriale: "Questa volta i Fab Four hanno suonato una brutta musica, hanno suonato male. Il concerto non è riuscito. Era l'esordio al Maradona per il Napoli di Conte campione d'Italia ed era anche l'esordio per Kevin de Bruyne da titolare, così come per Lucca. Il Napoli ha schierato 8 bicampioni d'Italia e un campione d'Italia che è McTominay dell'anno scorso. I due nuovi erano Lucca e De Bruyne. Sono stati purtroppo i peggiori in campo, Lucca specialmente. Il Napoli, si sa, ha concretizzato solo adesso gli acquisti di Elmas, che è un ricambio per tutti lì davanti e soprattutto di Hojlund, acquisto faticosissimo, tra l'altro estremamente oneroso perché alla fine il Napoli lo pagherà 50 milioni di euro. Ha dovuto rilanciare e pareggiare l'offerta del Lipsia e ha dovuto chiudere l'affare a 50 milioni, sperando che si riveli davvero un affare.
Non avendo grandi ricambi in attacco, visto che è venuto meno anche Neres prima della partita, che normalmente è l'uomo che Conte usa per spaccare la partita, il Napoli ha fatto una grande fatica. Ha prodotto poco, ha giocato a ritmi lenti, non ha trovato le illuminazioni di De Bruyne, molto appannato. Davanti Lucca è stato sovrastato da Mina e Luperto e gli spazi non c'erano. È stato un lento tran tran d'avvicinamento all'area avversaria. Nel finale Pisacane ha intravisto perfino la possibilità di fare il colpaccio e ha messo dentro un po' di attaccanti. Però i Fab Four sono comunque degli artisti straordinari e tra questi oggi George Harrison, Frank Zambo Anguissa. Abbiamo invertito i ruoli, perché alcuni musicologi fanno notare che Ringo Starr è Lobotka, cioè quello che detta ritmi alla squadra. Accogliamo il suggerimento e accettiamo il fatto che una schitarrata di quelle buone, un piattone meraviglioso di Anguissa su cross di chi? Di chi aveva fatto entrare Antonio Conte per dargli minutaggio. Dal 70’ in poi, al posto di un buonissimo Juan Jesus, è entrato in campo Buongiorno. E Buongiorno ha piazzato quel rasoterra fantastico che ha attraversato tutta l’area di rigore e ha dato la possibilità di far gol ad Anguissa che ha capitalizzato l'azione.
Ora parliamoci chiaro, non si può pensare di dominarle tutte le partite. Tra l'altro Pisacane, conscio del divario tra le due squadre, nel primo tempo ha messo una squadra con 11 uomini dietro la linea della palla, 11 su 11. E riuscire a scardinare una metà campo così intasata non era facilissimo. Il Cagliari è squadra ostica, che difende bene, che ha grandi fisicità in area di rigore col 1,96 di Mila, l’1,90 di Luperto, gente esperta. Un buon portiere come Caprile, una squadra che difende bene. Il Napoli oggi la partita la poteva pareggiare, non meritava di vincerla, probabilmente ha prodotto pochissimo.
Chi è stato l'uomo più pericoloso? Come al solito, è la punta aggiunta del Napoli, cioè Scott McTominay. E chi è stato davvero l'uomo che ha dato tutto e anche più di tutto è stato Matteo Politano. Sotto la spinta di McTominay, che nel finale ci ha provato, rovesciata, tiri, si è mangiato anche un gol abbastanza clamoroso mettendo la palla in bocca a Caprile. Ma fatto sta che è da McTominay arrivavano i pericoli per il Cagliari e da Matteo Politano che imperversava sulla fascia. Zambo Anguissa ancora una volta grande presenza a centrocampo, si vede che sta bene fisicamente. Ha trovato il gol della vittoria come le grandi squadre sanno fare. A volte si gioca male ma si vince. I 5 minuti di recupero c'erano tutti, ma tutti proprio. E sinceramente questa vittoria ai puristi farà storcere la bocca, si tureranno il naso. Ma dicevano i latini pecunia non olet. Quando tu porti a casa il risultato, il come è avvenuto a volte non è fondamentale. Questa squadra è in crescita, questa squadra è un work in progress, ha cambiato tanti uomini, arriveranno a nove gli acquisti del Napoli, c'è molto da lavorare e questa fatica di oggi, secondo me, è salutare perché Conte non viene ascoltato da tutti. Si fanno un po' i sorrisini, ‘va bene è il solito Conte’, ‘Dobbiamo stare sul pezzo’, ecc. Tutti vedono una passeggiata di salute in compagnia dell'Inter, non è così.
Questa partita ha svelato la verità. E’ un'annata da sfangare con grande difficoltà e con grande applicazione. Sono tre punti benedetti, pesantissimi, ma sono soprattutto tre punti che hanno una morale all'interno. Non si può sottovalutare nulla. Nulla è dovuto a questo Napoli, tutto va conquistato con le proprie forze e quel gol contiano al 95’ è un po' il manifesto programmatico di quello che ha detto Conte con una frase napoletana rafforzata: ‘Amma faticà e chiù’. E oggi si è visto”.







