Pierozzi: "Palermo scelta giusta, posso arrivare in alto. Inzaghi? Rapporto che va oltre al calcio"
Il “fedelissimo” di Filippo Inzaghi, ma non solo. In un’intervista al Corriere dello Sport, Niccolò Pierozzi racconta il suo percorso tra Firenze, le esperienze con Inzaghi e il presente al Palermo.
"La mia famiglia è del quartiere di Rifredi, fino a 20 anni non mi sono mai mosso da Firenze ed ero orgoglioso di quel percorso". Il legame con la città è forte: "Le giovanili viola sono una scuola formidabile, ho girato l’Europa con i tornei di categoria, vinto la Coppa Italia e avuto allenatori come Bigica e Aquilani".
Sul mancato salto definitivo alla Fiorentina, Pierozzi spiega: "Nel 2023 sono stato sei mesi in prima squadra, ma un infortunio mi ha tenuto fermo a lungo". Poi aggiunge: "Ho esordito in Conference League, ma a gennaio ho preferito cercare più spazio alla Salernitana". In estate, racconta, non si è trovato l’accordo per il rinnovo e ha scelto Palermo, dove intravede grandi possibilità di crescita.
Uno dei passaggi più curiosi riguarda il gemello Edoardo: "Siamo monozigoti, ci somigliamo moltissimo e da piccoli ci scambiavano spesso". E racconta: "Lui è passato da Palermo in un altro periodo, oggi gioca nel Benevento ed è primo in classifica". Tra i due, ammette, esiste un legame particolare anche in campo: "Capita spesso che segniamo nello stesso turno, ci scherziamo su. Alcune cose tra gemelli si sentono e basta".
Sul rapporto con Inzaghi, Pierozzi è chiaro: "Non mi limita affatto, tra me e il mister c’è un rapporto di fiducia che va oltre il calcio". E aggiunge: "Siamo stati insieme alla Reggina e a Salerno, l’ho ritrovato a Palermo. So come lavora e ho cercato di essere un riferimento per i compagni spiegando le sue idee".
Il giocatore sottolinea anche l’evoluzione del tecnico: "Ha aggiunto qualcosa, il calcio è in continua evoluzione". Pur cambiando moduli, resta però una costante: "Il suo marchio di fabbrica è il temperamento, e credo lo abbia trasmesso bene a questo Palermo".
Guardando al finale di stagione, Pierozzi invita alla prudenza: "A questo punto tutti arrivano un po’ usurati, la differenza la fa la testa". E ribadisce: "Ci sono sei partite ma ne pensiamo una per volta". Sui big match aggiunge: "Dobbiamo fare punti con tutte, inutile guardare solo agli scontri diretti".
Sul piano personale, ricorda la sua duttilità: "Nasco difensore, ma posso giocare in più ruoli sulla fascia". E sottolinea con orgoglio: "Alla Pro Patria ho fatto 8 gol in un anno, con la Salernitana ho segnato anche allo Juventus Stadium". A Palermo, invece, molti gol arrivano da palla inattiva: "Sono situazioni che proviamo tanto, lavoriamo molto sui video e riportiamo tutto in campo".
Infine, un pensiero al pubblico del Barbera, considerato un fattore decisivo: "Entrare in campo e vedere la curva ti dà una spinta incredibile". E conclude: "Il nostro stadio è una bolgia, Palermo è una città dove senti davvero l’affetto. Festeggiare con i tifosi ti fa sentire più forte".
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