ESCLUSIVA SB24 - Il doppio ex Barone: "Il Chievo ha voglia di rivalsa, ma il morale del Parma è alle stelle..."
E' cresciuto nelle giovanili del Parma e grazie alla squadra emiliana ha esordito in serie A e ha conquistato per la prima volta un posto in Nazionale. Stiamo parlando di Simone Barone, Campione del Mondo nel 2006 con l'Italia di Lippi e doppio ex di Chievo Verona-Parma, match di campionato in programma domenica pomeriggio alle ore 15.00. La Redazione di Sportsbook24.net lo ha intervistato in esclusiva per voi.
Manca un intero girone di ritorno e il Parma ha già conquistato 30 punti in classifica. Pensa che la salvezza sia ormai una formalità per gli emiliani? Dove può arrivare la squadra di Donadoni?
"30 punti in questo momento sono tanti; vuol dire che la squadra ha fatto bene e che le scelte che ha fatto la società fino ad ora si sono rivelate giuste. Questo è un premio al lavoro del presidente, del direttore e di tutto lo staff tecnico. Più in fretta si arriverà ai 40 punti e più ci saranno possibilità di ambire a traguardi importanti come un piazzamento in Europa League. Bisogna pensare partita per partita, e poi in primavera si tireranno le somme e si vedrà un po' dove si potrà arrivare. Sulla carta ci sono squadre più forti del Parma, ma il calcio è bello proprio perchè spesso regala sorprese".
Il mercato ha riaperto i battenti: secondo lei il Parma ha bisogno di qualche ritocco per tentare l'assalto alla zona Europa? Se sì in quale reparto?
"Ogni squadra avrebbe bisogno di ritocchi se vuole davvero puntare a qualcosa. Tuttavia il Parma sta facendo molto bene e ha dei giovani interessanti da valorizzare. Dunque a mio parere la rosa va bene così com'è, bisogna andare avanti con gli stessi giocatori. Come ha detto però la società, forse manca un esterno basso di sinistra, un vice Gobbi per intenderci".
Il Chievo viene dalla pesante sconfitta subita a Bologna. Pensa che il tracollo in terra emiliana possa avere ripercussioni sul morale della squadra gialloblu oppure si aspetta un pronto riscatto da parte dei clivensi?
"Conosco molto bene l'ambiente essendoci stato due anni, conosco la mentalità della società e conosco anche l'allenatore, con il quale ho giocato assieme per ben sei anni. Sicuramente staranno preparando il match nei minimi dettagli. Domenica scorsa hanno avuto una partita storta, il Bologna ha capitalizzato al meglio tutte le occasioni che ha avuto. Tuttavia il Chievo è sempre una squadra tosta con una mentalità da squadra che vuole salvarsi. Non è mai facile giocare contro i clivensi, sarà una partita difficile per gli emiliani. Il Chievo avrà voglia di rivalsa dopo il k.o. subito domenica scorsa, ma dall'altra parte ci sarà un Parma col morale a mille dopo l'ottimo punto conquistato contro la Juventus. Secondo me sarà una partita equilibrata e i dettagli saranno fondamentali per la vittoria di una squadra o dell'altra".
Uno dei protagonisti del Parma targato Donadoni è senza dubbio Marco Parolo. Il centrocampista va al tiro 2-3 volte a partita, ha già segnato 2 reti, ma da lui ci si aspetterebbe un contributo maggiore in zona gol. Che consiglio le può dare per aumentare la sua percentuale di finalizzazione?
"Parolo è un ottimo giocatore, sta facendo molto bene e non ha bisogno di consigli. Posso solo dire che quando si arriva al tiro con una certa costanza significa che il gol è in agguato. Più possibilità hai di andare alla conclusione e più puoi trovare la via della rete. Mi auguro per lui e per gli altri centrocampisti del Parma che presto possano segnare con maggiore frequenza".
Il Parma di Prandelli puntava molto su giovani di talento, un po' come quello di Donadoni. Vede delle similitudini tra i due tecnici?
"Donadoni l'ho avuto come allenatore una sola volta in Nazionale. E' molto preparato e ha uno staff tecnico davvero valido. La conferma mi è arrivata anche da qualche ragazzo che gioca a Parma e che conosco molto bene. Il Parma in cui ho giocato io sicuramente era una squadra più forte di quella attuale, ma la società di Ghirardi è sana, vuole diventare sempre più importante in Italia, c'è un presidente che ha voglia, un direttore generale molto importante. Hanno tutti gli ingredienti per far bene, il futuro è loro: Belfodil è un ottimo attaccante e sta sorprendendo un po' tutti, Paletta sta giocando su altissimi livelli. I giocatori ci sono, si può costruire qualcosa di importante".
Come pensa possa terminare l'incontro di domenica prossima tra Chievo e Parma? E chi saranno gli uomini decisivi da una parte e dall'altra?
"Sicuramente da parmigiano spero che il Parma possa vincere e restare nelle zone nobili della classifica. Il Chievo m'ha lanciato ad alti livelli in serie A, quindi mi auguro prima di tutto che sia una bella partita. Di giocatori ce ne sono tanti: Amauri, Belfodil, Marchionni... Non c'è un giocatore che possa determinare la gara, nel calcio attuale l'arma vincente è il gruppo: è il gruppo che deve valorizzare i singoli".
Dunque lei continua a seguire con molta attenzione la squadra emiliana?
"Sì, sicuramente. Sono di Parma, sono cresciuto nel Parma, ho avuto la fortuna e la bravura di giocare in gialloblu per due anni e arrivare quinto in serie A. Tifo per la squadra crociata e mi auguro di cuore che possa raggiungere presto dei traguardi importanti".
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