ESCLUSIVA PARMALIVE - Diana: "Oggi vince il Parma, Amauri può dare ancora una grande mano. Cassano? Ecco perchè non diventa un campione"
Aimo Diana, doppio ex di Parma e Sampdoria, ha parlato ai nostri microfoni a poche ore dalla gara che andrà in scena a Marassi alle 15 odierne: "A mio avviso uscirà veramente una bella partita. Entrambe le squadre vengono da momenti positivi, in particolare la Samp che è partita male ma col cambio di allenatore ha trovato la svolta e sta vincendo partite importanti. Questo fa capire quanto l'allenatore conti nella testa di un calciatore. Il Parma poteva avere qualche punto in più: l'ho visto giocare diverse volte ed è sempre fedele a sè stesso, non cambia quando di fronte ha una squadra forte o debole, ha un Cassano che nella sua dimensione riesce a fare la differenza. Sarà una bella sfida, anche se vedo favorito il Parma".
A proposito di Cassano: l'ammonizione cercata per evitare di giocare la sfida alla sua ex non è stato un gesto molto gradito dai tifosi, quanto potrà influire questa assenza contro la Samp?
"Penso che questi comportamenti un po' strani sono quello che lo dividono dall'essere un campione a tutto tondo. Capisco l'affetto per la Sampdoria, ma il far vedere che voleva farsi ammonire va a suo discredito. A parte questo, è un giocatore molto importante e Donadoni dovrà studiare soluzioni di gioco diverse, ma sono convinto che ormai il meccanismo di gioco è abbastanza oliato. Non sentirà troppo la mancanza perchè il gioco è collaudato, è ovvio che Cassano ti dà grande imprevedibilità".
Dovrebbe giocare Amauri, tuo ex compagno. Quest'anno il giocatore sta trovando qualche difficoltà nel trovare la via della rete, come mai secondo te?
"Se vogliamo tornare indietro di qualche anno, dopo l'infortunio di Palermo purtroppo Amauri ha perso qualcosa a livello muscolare, ha perso esplosività, ha perso qualcosa che lo rendeva, credimi, uno dei calciatori più forti con cui ho mai giocato. L'infortunio, anzi gli infortuni patiti, gli ha tolto quella esplosività muscolare che lo rendeva devastante. Bisogna dire però che si tratta di un calciatore che corre per la squadra per novanta minuti e oltre, che si danna l'anima per la squadra, si crea anche le occasioni e a volte è sfortunato. Dispiace, ma può ancora dare una mano al Parma, ne sono certo".
Mirante, altro tuo ex compagno, è l'altro ex di oggi tra Parma e Sampdoria: a Genova due anni malino, senza che gli venisse data grande fiducia, a Parma è diventato un senatore indiscusso e titolare dal primo giorno. Come si spiega secondo te questa differenza?
"Il calcio è questo: lo dimostra il fatto che dicevamo prima del cambio di panchina di Mihajlovic. Quando si trova il proprio ambiente, gente che crede in te e che ti dà la possibilità di sbagliare e imparare, hai trovato la dimensione giusta per te. Se arrivi in Serie A le qualità le devi avere per forza e sicuramente era un buon giocatore anche a Genova, i fatti poi dati dalla storia sucessiva".
Tu che hai giocato sia in crociato che in blucerchiato: che differenze hai trovato tra le due realtà?
"A Parma ho vinto la Coppa Italia, l'unico trofeo della mia carriera giocando tutte le partite quindi da protagonista. Ho ancora il trofeo a casa mia ed è una esperienza che non potrò mai scordare. Parma è una città piccola in cui si sta bene, mentre Genova è una città più grande, con più pubblico di conseguenza e forse ancora più passionale. Le due realtà si somigliano però per il modo di vedere il calcio: vogliono vedere spettacolo, ma soprattutto i calciatori che si dannano l'anima fino all'ultimo minuto dell'ultima partita. In altre piazza conta quasi esclusivamente la vittoria, a Parma e Genova v'è l'esigenza del bel calcio".


