Russo a PL: "Parma, se mi vuoi io torno di corsa. Cerri e Mauri? Assurdi..."
Salvatore Russo, ai nostri microfoni, parla della possibilità di tornare a Parma, esprimendo una volontà pazzesca di vestire ancora la maglia crociata. Per lui che ha vinto lo Scudetto con gli Allievi Nazionali, il pensiero di tornare a Collecchio è molto intrigante: "Sono cresciuto in una piccola squadra locale a livello di settore giovanile, poi grazie ad un provino sono stato scelto dal Latina. - ci racconta rivivendo l'inizio della sua breve carriera il terzino laziale classe 1996 - Lì ho fatto un paio d'anni, coi Giovanissimi e poi in Prima Squadra. Ad un certo punto vengo notato da degli osservatori e mi fissano dei periodi di prova con Roma, Lazio, Genoa, Pescara e Parma: appena arrivato a Parma sono rimasto innamorato e mi sono fermato. Quindici giorni dopo, il club mi ha proposto di rimanere con gli Allievi Nazionali. L'anno dopo durante la preparazione vengo ceduto al Carpi, in direttore sportivo mi voleva, e lì facevo metà settimana con la Primavera e metà con la Prima Squadra. Per il mio riscatto però il Parma chiedeva una cifra che il Carpi riteneva esagerata e la cosa è saltata. Rientrato a Parma, sono stato ceduto in prestito in Serie D, dopo ho avuto due esperienze positive che mi hanno insegnato tanto".
Conosci bene la categoria grazie alle ultime esperienze: che consigli dai al Parma?
"Quando arrivi in una squadra come il Parma, ti proietti sull'esordio in A o in B, quindi quando vieni prestato in D è difficile trovare motivazione. All'inizio è stato difficile infatti, ma devo dire che quell'anno è stato fondamentale per la mia crescita, a livello di ritmi non c'è paragone tra Primavera e il campionato di Serie D. Guardandomi indietro a fine anno, credo di aver fatto bene. Ho sentito che Lucarelli vuole rimanere e se fossi nel Parma ci punterei molto. La punta poi, fa la differenza a quei livelli".
Col Parma sei diventato campione d'Italia. Che ricordi hai e cosa pensi della situazione che ha portato al fallimento del club?
"Annata fantastica, in cui abbiamo vinto tutto. Calcisticamente l'anno più bello della mia vita e pensa che noi siamo partiti in preparazione abbastanza male: al torneo di Collecchio, con avversarie tutte le squadre dilettantistiche, uscimmo alla fase a gironi, le amichevoli andarono tutte male, un flop totale. Poi, partito il campionato, abbiamo inanellato nove vittorie consecutive, umiliato Samp e Juve con quattro gol e ci siamo accorti che avevamo tutte le carte per arrivare fino in fondo. Bravo fu anche il mister Lucarelli, uno che di calcio ne capisce, ma la vera arma segreta del Settore Giovanile del Parma era Francesco Palmieri, un maestro. Lui mi ha scelto il primo anno e aiutato in tutti i seguenti: come me, credo che anche altri 300 ragazzi gli debbano qualcosa. Il fallimento di quest'anno ci ha lasciato tutti senza parole, l'aria che si respirava era molto serena fino a qualche mese fa, mai nessuno avrebbe ipotizzato problemi di tale gravità".
Hai seguito la cavalcata dei Giovanissimi Nazionali?
"Assolutamente, è un dispiacere grandissimo che sia finita così. Sarebbe stato un bel modo per chiudere la storia del Parma, anche per premiare tutto il lavoro del settore giovanile".
Josè Mauri al Milan e Alberto Cerri alla Juve: te lo aspettavi?
"Sì, si vedeva proprio a occhio nudo che loro avevano qualcosa in più. C'erano 20 calciatori professionisti in quella squadra, poi ci sono quelli che saltano all'occhio e loro erano assurdi".
Il tuo futuro adesso quale sarà?
"Io adesso sto aspettando, ma devo confessare che mi piacerebbe tantissimo avere una chance nel nuovo Parma: nei confronti del club sento un debito di riconoscenza, ci spero, anche alla luce della mia età e dell'esperienza che ho maturato in Serie D".
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