Dg Legnago a PL: "Niente barricate, al Tardini vogliamo giocarcela. Parma, grande progetto: bravo Barilla"
Intervistato ai nostri microfoni, il direttore generale del Legnago Salus Mario Preto ha così parlato dell'attesissima sfida di domani all'Ennio Tardini di Parma: "La squadra è entusiasta di venire a giocare a Parma in uno stadio così bello. Per molti sarà la prima e ultima volta al Tardini (ride, ndr). C'è entusiasmo, i ragazzi stanno bene dal punto di vista mentale. Tutti vorrebbero giocare gare del genere".
Tra squalifiche, nazionali ed infortuni, il Parma sarà decimato. Voi come siete messi a livello di defezioni?
"Loro hanno una rosa così ampia, che non avranno grossi problemi. Anche noi abbiamo qualche indisponibile: molto probabilmente peseranno di più le nostre assenze. Verremo a Parma senza un giocatore importante come Zanetti, che, ahimé si è rotto il crociato. Ma non ci saranno nemmeno Falchetto e lo squalificato Zerbato, che è una pedina altrettanto importante. In rosa abbiamo 11 "vecchi" e ne abbiamo due fuori: siamo abbastanza contati da questo punto di vista".
Imposterete la gara sulla difensiva?
"No, giocheremo sicuramente con attenzione, ma allo stesso tempo a viso aperto. Non verremo di certo al Tardini a fare le barricate. Avremo rispetto del Parma, che non a caso è primo in classifica. Tuttavia abbiamo grande voglia di giocarci le nostre carte, senza paura".
Dunque ci assicura che non vedremo una gara simile a quella di domenica scorsa con il Castelfranco?
"Non l'ho vista, ma posso garantirvi che contro Forlì e Altovicentino ci siamo fatti valere. Siamo una squadra un po' garibaldina da questo punto di vista, abbiamo buone individualità e anche un buon gioco di squadra. Il mister ha una certa mentalità, ama far giocare la propria squadra. Snaturarci sarebbe un controsenso, non vogliamo fare barricate al Tardini".
Contro le big sino ad ora non avete mai perso. Questo è un dato che deve mettere in guardia il Parma:
"Sì, abbiamo fatto quattro pareggi, anche se contro Altovicentino e San Marino a mio avviso avremmo meritato di vincere. Col Porto Tolle avevamo praticamente vinto: ci hanno annullato al 90' un gol regolare di un metro. Fino ad ora la big che più ci ha messi in difficoltà è stata il Forlì, se proprio devo essere sincero. E' vero che l'Altovicentino nell'ultimo quarto d'ora ci ha schiacciati nella nostra area, ma eravamo in dieci uomini...".
Vi aspettavate di finire nel girone emiliano? Come avete colto la presenza del Parma nel vostro raggruppamento?
"Noi eravamo preparati a qualsiasi collocazione. L'anomalia è che ci sono tante squadre ex professionistiche con una storia importante come Forlì, Ravenna, Imolese, San Marino e Parma. E' stata un po' una sorpresa, però io lo vedo come un'opportunità il fatto di poter giocare contro i crociati: il club ducale dà alla categoria lustro, prestigio e visibilità. Il Parma non c'entra niente con la D. Se posso esprimere il mio pensiero, a prescindere dal Parma, quando si verifica il fallimento di una grande, applicherei una regola nuova: concederei il Lodo Petrucci, ma dopo un anno di stop. Questo perché, dovendo fare le cose di fretta, spesso i club finiscono nelle mani di personaggi che di calcio capiscono poco e che intendono fare solo degli affari a livello immobiliare. E' dunque necessario prendersi del tempo per fare attente valutazioni su chi dovrà prendere in gestione la società".
Con Barilla & C, però, il Parma è finito in buonissime mani:
"Assolutamente sì, io parlavo in generale. Il Parma ha avuto la fortuna di avere l'interessamento di imprenditori così importanti. Hanno fatto tante scelte giuste, io mi complimento con loro e in maniera particolare con Barilla, anche per aver deciso di affidare la carica di presidente ad un nostro conterraneo come Scala. Ho apprezzato tanto pure i ritorni di Apolloni e Minotti, gente con esperienza e amore nei confronti della piazza. Questo progetto è destinato ad avere un futuro importante".
Domenica c'è stata qualche polemica riguardo l'arbitraggio di Turchet. Teme che questa situazione possa ripercuotersi a vostro svantaggio?
"Non voglio pensare che nel calcio si usi la "legge della compensazione". Dovremmo accettare con serenità anche gli arbitraggi discutibili, non bisogna né mettere le mani avanti né fare dietrologia. Ho letto una lunga intervista ad Apolloni: prima dice che non è nel suo stile commentare l'operato dell'arbitro, poi però mette piccole punteggiature all'arbitraggio (ride, ndr). Ci vuole un po' di coerenza e serenità, bisogna prendere il calcio per quello che è. Noi addetti ai lavori dobbiamo essere i primi a sdrammatizzare le situazioni. Se pensassimo che nel calcio c'è la malafede, allora dovremmo smettere tutti quanti di fare calcio. Gli arbitri sono uomini, e possono sbagliare come tutti noi. Smorziamo un po' i toni e viviamo l'evento con gioia e serenità. Spero che domani si veda un gran bello spettacolo".
@ESCLUSIVA PARMALIVE - RIPRODUZIONE RISERVATA


