Manarin a PL: "Contento dei progressi della squadra. Allenarsi a Collecchio è un privilegio"
A Parma c'è Settore Giovanile che comincia ad ingranare, che prova rifiorire dopo l'inverno del fallimento e la conseguente perdita dei migliori talenti, anche se i tonfi non mancano. L'ultimo in ordine cronologico è quello dei Giovanissimi Regionali di Alberto Manarin, rimasto in Emilia anche col cambio di società e nonostante una rivoluzione quasi totale della propria squadra: "Abbiamo perso ben 14 elementi, - ci racconta il mister in esclusiva - e in estate ci siamo trovati con un gruppo da ricostruire. Ma io sono contento di quello che stiamo facendo, anche se i risultati non sempre accompagnano la prestazione: i ragazzi mi stanno seguendo, hanno grande voglia, gli obiettivi non possono essere quelli dell'anno scorso ma vogliamo far crescere il gruppo a livello globale. Tra i giovani il risultato è un aspetto secondario, ma è chiaro che non siamo competitivi come lo eravamo un tempo, dobbiamo aspettare la crescita dei nuovi. In generale, ripeto, sono molto contento, abbiamo fatto notevoli progressi da inizio stagione".
Più che il ko col Bologna, forse pesa il pari immeritato contro il Modena di due settimane fa:
"Una partita che potevamo e meritavamo di vincere, ma sapevamo che avremmo trovato difficoltà in questa stagione e gli episodi a volte possono girare contro. Con Michele Croci, mio collaboratore da anni, abbiamo impostato un percorso di crescita che siamo certi possa dare buoni risultati, quindi continuiamo così. Michele per me è una risorsa fondamentale ed un fratello maggiore per i ragazzi, un consigliere preziosissimo".
La forza per ripartire è proprio lo staff tecnico, quasi invariato:
"Hai ragione, c'è un gruppo consolidato di allenatori che lavorano a Parma da diversi anni, con le aggiunte di quest'anno di Barone e Morrone, che si sono ambientati subito".
Come si cambia la mentalità di una squadra dopo la rivoluzione estiva?
"Deve cambiare la mia soprattutto, ma mi sono adeguato subito e ho cercato di trasmettere degli stimoli ancora superiori ai miei ragazzi. Rispetto ai gruppi degli anni passati, questo ha margini di crescita ancora superiori, tutti da scorprire. L'anno passato bastava la giocata per risolvere una partita, ora invece magari serve un gioco più corale, è necessario il massimo da parte di tutti. Per i miei è un anno molto importante, glielo ripeto spesso".
Ha avvertito un cambio in qualcosa tra Parma FC e il neonato Parma Calcio 1913?
"Prima mi allenavo allo Stuard, quest'anno a Collecchio, è un aspetto che faccio notare spesso ai ragazzi: non tutti, anzi quasi nessuno, ha la fortuna di allenarsi in un centro così, da grandissima squadra. Per il resto io collaboro da quattro anni con Croci, il dirigente di riferimento è sempre lo stesso. E' cambiato poco, ora mi confronto con Pizzi invece che con Palmieri, ma il primo ha imparato molto dal secondo".
A proposito di Palmieri, a breve lo rivedrà nella sfida al Sassuolo:
"Lo saluterò, siamo stati anche compagni di squadra, c'è amicizia tra di noi, speriamo che il Parma possa presto tornare a essere competitivo a livello di giovani come quando c'era il direttore Palmieri, ci vorrà un po' di tempo".
Nel vostro ondivago campionato, c'è anche un incredibile 8-3 conquistato a Forlì: cos'è successo sul campo in quella incredibile domenica?
"E' successo che i ragazzi hanno fatto una gara straordinaria, davvero sopra le righe: difficilmente ho visto gol così belli, cinque da fuori area, quel pomeriggio avevano un piede magico, reti davvero dalla fattura bellissima. E' una di quelle partite in cui ti gira tutto bene e se provi la conclusione da 30 metri va all'angolino. Abbiamo preso due gol evitabili nel finale, ma stava 8-1 e quindi forse ci siamo un po' distratti. Quest'anno attacchiamo molto, scendiamo in campo per la gioia di giocare e divertirsi, quindi a volte siamo troppo offensivi e paghiamo come successo a Modena".


