ESCLUSIVA PARMALIVE - Lauria: "Ammiro Giovinco e voglio la Lega Pro. 2016? Che sia l'anno mio e del Parma!"
Primo dell'anno scoppiettante per ParmaLive.com: ai nostri microfoni, Fabio Lauria, tra i protagonisti della cavalcata vincente dei nostri crociati nel girone di andata, fa il punto sul cammino di squadra e personale dopo i primi mesi di avventura in Serie D del Parma: "La cosa bella è che si è creato questo gruppo, il quale non è però composto solo dei giocatori, ma anche di staff tecnico, medico, dirigenza, massaggiatori, magazzinieri. - racconta Lauria ai nostri microfoni, elogiando lo spirito di gruppo venutosi a creare a Collecchio - Si è creata un'alchimia dal nulla, da sola, visto che la squadra è composta da tutte persone nuove. Tutti fanno il massimo affinchè la squadra funzioni", rivela l'attaccante partenopeo.
Forse sei quello che Apolloni ha spostato di più a livello tattico durante l'anno: dove ti trovi meglio?
"Ho la fortuna di sapermi adattare in qualsiasi situazione, anche se negli ultimi anni ho giocato seconda punta e dovendo scegliere opto per quel ruolo, è anche quello che dà maggiori soddisfazioni a livello realizzativo. Quest'anno mi sono anche un po' stupito di poter fare l'esterno a tutto campo, mettendo in campo per novanta minuti entrambe le fasi, sono contento di quanto fatto fino ad ora".
Diversi giocatori hanno una sorta di accordo per l'anno prossimo: tu?
"Io no, ho l'accordo fino a giugno e poi si vedrà: ora siamo superconcentrati a riconquistare la Lega Pro, poi se la società riterrà opportuno, io sarò contento e a disposizione per trattare un eventuale prolungamento".
Ti sentiresti pronto per tornare in Lega Pro?
"Lo sono già da un paio d'anni! A Venezia era la prima volta che scendevo in D e sono riuscitio a risalire, poi per una serie di dinamiche non sono rimasto: ho aspettato l'occasione giusto e questo progetto mi ha entusiasmato: per la seconda volta sono sceso in D, in una realtà che non ha nulla a che vedere con D e Lega Pro".
Hai imparato a conoscere la città? Se sì cosa ti piace in particolare?
"Abito in pieno centro, quando posso esco e faccio le mie passeggiatine in centro con mia moglie e miei figli. Parma già la conoscevo per motivi familiari, ma in questi mesi ho imparato ho vissuto una città tranquilla, a misura d'uomo, dove si vive bene, ma soprattutto ricca di entusiasmo. Sapere che questa gente ha tifato gente dai nomi importantissimi ti riempie di orgoglio. Spesso capita di essere fermati per strada per un autografo ed è un piacere anche prendere un caffè con alcuni tifosi: si è creato questo legame umano che trascende la squadra e il club e arriva fino alla gente".
Sei tifoso di qualche squadra in particolare?
"Ho sempre tifato Milan, mio fratello ne era tifoso e seguo i rossoneri da sempre: col passare degli anni però ho iniziato a tifare per il calcio e basta, ora seguo molto l'estero. Lo stesso Napoli, che finalmente ha ritrovato solidità ed entusiasmo, è una squadra che si segue con piacere".
Il tuo idolo da bambino?
"Imitare i grandi campioni è difficile: mi piace Messi, Giovinco, che prima ha fatto bene qui e poi purtroppo è dovuto andare in America per esplodere del tutto. A Parma ha fatto cose straordinarie, ma ora è una stella planetaria, non sarebbe male ripercorrerne le orme".
Cosa si prova a giocare davanti oltre 10mila persone?
"Una sensazione unica, non me l'aspettavo sinceramente: non pensavo potesse esserci tutto questo entusiasmo qui a Parma, una passione emozionante, un senso di appartenenza incredibile per una società che è fallita che riparte dalla D. Queste emozioni ti danno quella spinta in più quando vai in campo".
L'assenza di un centravanti di riferimento, con gli infortuni di Guazzo, Musetti e Longobardi, pensi vi abbia paradossalmente favorito?
"Ci sono e ci saranno partite in cui la prestanza fisica conterà: più andiamo avanti e più magari i campi saranno pesanti, per cui sarà importante avere una punta di peso, però ci siamo adattati a tutte le situazioni e ai campi che abbiamo trovato. Con le difese aperte abbiamo giocato in velocità, ma serve anche il fisico. Per fortuna fino ad ora abbiamo avuto l'abilità e la sorte di variare molto".
Cosa ti auguri per il tuo 2016?
"Di finire il campionato come abbiamo fatto il girone di andata, ovviamente il bene per la mia famiglia e i miei figli, so che possono vivere bene qui e magari se vinciamo... posso convincere la società a confermarmi".
Ci sono ancora dei ragazzi in prova, cosa pensi di questa strategia di mercato particolare?
"La società ha optato per questo metodo fin dall'inizio, è una cosa giusta secondo me: siamo in una situazione con margini di errore ridotissimi, e non volendo sbagliare nulla hanno fatto questo ragionamento per gli innesti".
Con chi hai legato nello spogliatoio?
"Con Ciccio Corapi, lo conoscevo solo di nome e mi ha sorpreso come giocatore e coma ragazzo, una persona davvero buona d'animo, che dà tutto sia in campo che fuori. Ale (Lucarelli) per l'umiltà, dopo tanta tanta Serie A, è incredibile che si possa calare così in una realtà, di spessore, ma pur sempre in Serie D".
Sono rimasto sorpreso da Giorgino, più che altro dalla sua presenza in D: sei d'accordo?
"Il calcio negli ultimi anni è cambiato: poca meritocrazia, società che hanno scelto di mettere dentro tanti giovani per avere i contributi della Lega, queste regole per i giovani che vanno contro a loro stessi e ai tanti giocatori forti che ci sono in giro. Ma quando Galassi me ne ha parlato, io ho dato subito parere positivo, non avevo dubbi. La Lega Pro è così purtroppo".
Il campionato di Serie D è già vinto?
"Non ancora, il girone di ritorno è sempre il più difficile, le squadre che si devono salvare daranno ancora di più, certo con un +7... dipende solo da noi. Per perdere questo campionato dobbiamo sbagliare noi e fare benissimo gli altri: la maturità che abbiamo dimostrato, anche recentemente, mi fa ben sperare, nonostante le tante difficoltà".
Il 2016 sarà l'anno di?
"Lauria (ride, ndr)".
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