Crespo, Lucarelli, Asprilla: la Top III degli acquisti crociati
Il calciomercato è il veicolo principale per il successo e la causa maggiore dell’insuccesso. Quante volte colpi spacciati per veri e propri affari si sono dimostrati disastrosi per i club? E quante volte invece, alcune operazioni minori si sono rivelate la chiave per il successo? Oggi vi raccontiamo tre operazioni di mercato in entrata del Parma che si sono rivelate vincenti, chi per un motivo e chi per un altro. Operazioni economicamente vantaggiose, che hanno portato ai crociati successi, fama e un posto speciale nei cuori dei tifosi gialloblù.
TERZO POSTO Faustino ASPRILLA - Nell’estate del 1992, il Parma acquista dalla Colombia un attaccante 22enne per la cifra di 4 milioni e mezzo di dollari, una cifra importante per il mercato sudamericano ma che si rivelerà azzeccata. La trattativa che porta in Italia Faustino Asprilla è complessa: il benestare per il suo arrivo a Parma arriva nientemeno che dal re dei narcosi Pablo Escobar, finanziatore principale dell’Atletico Nacional, la squadra in cui Asprilla milita ed è un idolo. Asprilla, arrivato in Italia da perfetto sconosciuto, ci mise pochissimo tempo ad entrare nei cuori dei tifosi del Parma, anche per quel suo fare da genio senza regole, vivendo sempre all’eccesso. Suo il gol storico che pose fine all’imbattibilità del Milan di Sacchi, sua la doppietta in semifinale di Coppa delle Coppe all’Atletico Madrid, lui, punto fermo del Parma di Scala. Poi l’addio, nel ’96 per il Newcastle, da dove ritornò nel ’98 per un’ultima stagione in gialloblù. Con il Parma vanta 141 presenze e 41 gol, con due Coppe Uefa, una Coppa delle Coppe, una Coppa Italia e una Supercoppa Europea.
SECONDO POSTO ALESSANDRO LUCARELLI - Chi l’avrebbe mai detto, in quel lontano 2008, che Alessandro Lucarelli sarebbe diventato Alessandro Lucarelli per il Parma. Un acquisto di quelli che non rubano l’occhio, poco più di un milione di euro al Genoa per garantirsi un difensore di categoria, con tanta esperienza e dal rendimento garantito. Il ricongiungimento con il fratello Cristiano in una squadra appena retrocessa in B, che voleva al più presto tornare al tavolo con i grandi. Nel 2012 la fascia di capitano, nel 2015 il tanto sofferto fallimento e la sua scelta, da Capitano, di non abbandonare la barca e ripartire dal nulla dei dilettanti, dalla Serie D. Poi la scalata, dalla D alla A in tre anni, da leader, da condottiero, da fratello maggiore e da bandiera. 349 presenze in crociato, 333 in campionato, come lui nessuno mai, come il Parma nessuno mai. 22 gol, con il record di primo difensore in rete in tutte le categorie dalla D alla A. Poi l’addio, da brividi, con quel discorso al Tardini: “Credo sia giusto che quella di Spezia debba essere l’ultima immagine della mia vita da calciatore. Non c’è un momento che mi possa rendere più orgoglioso. Credetemi, lo dico con un magone immenso e con il cuore che urla: sono orgoglioso di aver fatto parte della vostra storia. Di essere stato Capitano di questa grande squadra. Di aver vestito questa splendida maglia. Di essere stato Alessandro Lucarelli. Uno di voi. Grazie”.
PRIMO POSTO HERNAN CRESPO - Nell’estate del ’96 il Parma di Tanzi piazza un colpo molto interessante, acquista un giovane attaccante argentino, che ha appena vinto con il River Plate la Libertadores e si è laureato capocannoniere nell’Olimpiade di Atlanta, classificandosi secondo: Hernan Crespo. L’esborso è importante, ma nulla in confronto al talento del calciatore e alle cifre che lo accompagneranno in carriera, “solo” 9 miliardi di lire per assicurarsi quell’attaccante, scartato dalla Juventus perché Sivori non lo riteneva interessante. A Parma, dal '96 al 2000, e poi dal 2010 al 2012, per un totale di 201 presenze e 94 gol. Una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, una Coppa UEFA. Poi l’addio per la Lazio, che lo paga 110 miliardi, più di dieci volte la cifra esborsata dal Parma. Il ritorno, al tramonto della sua carriera, nel 2010 e l’addio un anno e mezzo dopo. E’ il miglior marcatore della storia del Parma, è uno dei giocatori più amati della storia del Parma, e non ha mai nascosto il suo sogno, di tornare in Italia e allenare la squadra che lo lanciò in Europa e con cui raggiunse il suo livello più alto di sempre.


