Under 18, Gabetta: "Alleno un'età di passaggio, contenti di tornare a giocare domenica"
Claudio Gabetta, allenatore del Parma Under 18, ha parlato ai microfoni di TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto. Queste le sue parole: "Io alleno un'età di passaggio, e considerate che i miei ragazzi non giocano una partita di campionato da febbraio. Oltre ad aver perso delle importanti possibilità di confronto, psicologicamente è stato un anno molto difficile. Devo dire però che ho scoperto un gruppo di ragazzi molto disponibile, hanno tirato fuori il meglio da se stessi con intensità e determinazione. Finalmente però domenica torniamo a giocare! Un momento bellissimo e atteso, i ragazzi sono ultra-felici, e speriamo che sia un nuovo inizio".
In questo momento storico quanto deve essere pedagogo e psicologo l'allenatore?
"Penso che sia la cosa più importante. La tecnica e la tattica contano, ma riuscire ad accompagnarli in tutti gli altri aspetti che compongono la loro giornata e averne cura, provare a cercare un miglioramento, fa parte di un lavoro in cui si seguono anche scuola, nutrizione e psico-fisico. Tra poco inizieranno a parlare di prime squadre e contratti, ma devono avere all'interno una visione. C'è una larga parte dello staff dedicato a tutti questi aspetti, perché intercettare i ragazzi e comunicare con loro è fondamentale. Ora ad esempio sto andando al convitto dei ragazzi minorenni, perché a rotazione noi allenatori ceniamo con loro, anche per fargli sentire che ci siamo, che li accompagneremo. Non vogliamo ragazzi comandati col joystick, ma uomini, autonomi".
I ragazzi sono preparati a gestire le pressioni che arrivano da alcuni maxi-investimenti?
"Come passaggio è delicato. In Italia siamo anche più allenati per le storture che viviamo, mentre i ragazzi stranieri nei loro paesi non hanno tutte queste dinamiche, maggiore libertà comportamentale rispetto ai nostri. Di sicuro è un aspetto da condividere e affrontare coi ragazzi e con degli esperti: la loro aspettativa è di guadagnare, ma un calcio italiano che ha poca pazienza porta a situazioni come discutere De Ligt alle prime partite. Da noi certi aspetti sono più pesanti che in altri paesi, altrove i giovani si fanno giocare con più facilità e leggerezza. Il tasto è delicatissimo, vanno preparati anche a discorsi negativi".
Che augurio fa al suo gruppo in vista della ripartenza?
"Di godersi il percorso, perché è la meta. Voglio che non sprechino nulla del loro essere giovani, e di non perdere mai questa dote: tirino fuori il massimo, perché è il loro momento".


