Tante aspettative, pochi risultati: il Parma femminile paga gli infortuni e lo shock di Cesena
Ci sono prime volte che non si scordano mai. E poi, invece, ci sono quelle che non vanno esattamente come programmato e che, quindi, vorresti dimenticare in fretta o, quantomeno, provare a rendere meno amare. Un po' come il battesimo del Parma femminile in Serie A: una categoria voluta fortemente dal presidente Kyle Krause, il quale, come ricorderete, in estate ha dovuto addirittura mettere mani al portafogli per comprare la quota totalitaria dell'Empoli Ladies Club e realizzare così il sogno di portare sul palcoscenico nazionale più prestigioso la compagine femminile gialloblù per la prima volta nella storia. Poi, però, lo scontro con la dura realtà: il contagioso entusiasmo e le ottime intenzioni del numero uno crociato, almeno fino a questo momento, non sono andati di pari passo con i risultati delle ragazze, fanalino di coda del torneo a sei giornate dal termine della regular season. Nulla è ancora compromesso, certo, ma il percorso effettuato sin qui dalle giocatrici ducali non può in nessun modo lasciare soddisfatti né la proprietà né la dirigenza né tantomeno i tifosi.
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La storica vittoria nella seconda giornata di campionato contro il Sassuolo (ad oggi l'unica ottenuta in stagione dalle crociate), arrivata in zona Cesarini grazie ad uno straordinario calcio di punizione firmato Benoit, sembrava spingere il Parma verso un'annata ricca di soddisfazioni, e invece, solamente qualche giorno più tardi, le certezze gialloblù si sono sgretolate, quasi irrimediabilmente, nel derby di Coppa Italia contro il Cesena: un match dominato in lungo e largo dal Parma, che però a un quarto d'ora dalla fine decide incomprensibilmente di suicidarsi, permettendo alle avversarie di rimontare ben quattro reti di svantaggio. Un blackout clamoroso, che, in qualche modo, ha segnato il prosieguo di stagione di capitan Pirone e compagne.
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Harakiri romagnolo a parte, un altro fattore che ha senz'altro inciso sin qui in maniera pesante sul campionato delle emiliane è stato il numero estremamente alto di infortuni che ha colpito la squadra sin dal ritiro estivo, privando Ulderici prima e Panico poi di giocatrici fondamentali, soprattutto in mezzo al campo e davanti. Basti pensare che non si sono mai viste in campo la guerriera ex Napoli Errico, oltre alla nazionale lituana Vaitukaitytè (l'anno scorso la giocatrice con più presenze Pomigliano) e al talento albiceleste Ippolito, fantasista dalle qualità indiscusse: assenze di un certo rilievo per la formazione ducale, che per gran parte della prima fase stagionale ha dovuto rinunciare anche ad un attaccante di talento come Banusic e, in ultimo, anche ad una leader assoluta come Pirone. L'auspicio è che, il ritorno di alcune di queste giocatrici, unito all'arrivo di qualche rinforzo di spessore dal mercato, permetta al Parma di risorgere dopo la sosta e di dar vita a quel sogno chiamato salvezza. Del resto, mister Panico ha già compiuto imprese simili nel recente passato. E poi, con una Martinovic come quella ammirata nelle ultime settimane, nulla sembra realmente impossibile.
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