Pondini a PL sullo spogliatoio: “Siamo tutte leader. Il gruppo è stata la nostra forza”
Nel corso dell’intervista esclusiva rilasciata a ParmaLive.com, la centrocampista del Parma Women Giada Pondini ha parlato dello spogliatoio gialloblu, che mette insieme giocatrici giovani e di esperienza: “Siamo un bel gruppo, se abbiamo raggiunto questa salvezza è perché veramente tutte ci abbiamo creduto. Tante giocatrici vengono da un Paese e da un calcio diverso e non era facile adattarsi alla Serie A. Chi ci aveva già giocato è riuscito a trasmettere quel qualcosa in più in modo tale da poter raggiungere l'obiettivo tutte insieme. C'è stato un aiuto collettivo tra di noi e questo è stata la nostra forza”.
In campo la vostra capitana è Caterina Ambrosi, che ha detto in un’intervista lo scorso anno che la tua voce è una di quelle che sente di più in campo. Com’è il rapporto con lei? Ti senti anche tu una leader dello spogliatoio?
“Sicuramente ho tanti anni di esperienza nella categoria e conosco tante giocatrici. So che Cate si appoggia molto a me: ci aiutiamo, cerchiamo di esserci l'una per l'altra e anche per tutto il resto della squadra, soprattutto nei momenti di difficoltà, ma non solo. Ci facciamo forza vicenda: io non sono l'unica leader, per me siamo tutte leader e cerchiamo coesione tra di noi, senza escludere nessuna perché tutte siamo importanti. Mi trovo bene con Cate perché c'è molto dialogo, ci confrontiamo e io spero sempre di poter avere questo rapporto con tutte le mie compagne perché secondo me è un tassello molto importante per poter andare tutte nella stessa direzione anche in campo”.
Hai notato un miglioramento nel calcio femminile rispetto a quando hai iniziato tu? C’è ancora da migliorare in qualche aspetto?
“Io spero per le ragazze che si stanno avvicinando a questo mondo che il calcio femminile si sviluppi ancora, perché non abbiamo raggiunto quello che meritiamo come donne in questo sport. Io ho iniziato a giocare con i maschi e vedo una differenza abissale tra la prima squadra femminile a cui ho preso parte a 15 anni e le ragazzine e la Serie a di ora. C’è stato un cambiamento enorme, ma la strada è ancora lunga prima del raggiungimento di quello che merita il calcio femminile”.
Un miglioramento può essere relativo anche al calendario che vi ha costrette quest’anno a lunghe pause tra un match e l’altro.
“Noi siamo abituate perché è sempre stato così. Non ci sono mai state tante squadre in Serie A, è sempre stato un campionato molto ristretto. Io spero che le squadre professionistiche aumentino in modo tale da avere un campionato con più squadre e più competizioni. Sarebbe importante avere più continuità: quando noi abbiamo vinto con la Ternana poi c'è stata subito la pausa e non abbiamo avuto la possibilità di proseguire sulla scia di quel risultato, perché ci siamo dovute fermare e staccare la testa. Dopo una vittoria hai voglia di giocare e continuare a far bene. Le pause, invece, smorzano questi momenti di entusiasmo e poi riprendere non è mai facile”.
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