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Parma, il ds Pettinà: "La prossima stagione sarà la più difficile. Dobbiamo restare umili"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 16:06Serie A
di Daniel Uccellieri

Parma, il ds Pettinà: "La prossima stagione sarà la più difficile. Dobbiamo restare umili"

Il ds del Parma guarda al futuro: "Non bisogna abbassare la guardia". Poi elogia la proprietà, il lavoro con Cuesta e il ruolo di Cherubini.
Alessandro Pettinà, direttore sportivo del Parma, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta di Parma, dove ha fatto il punto sulla programmazione della nuova stagione, soffermandosi sul rapporto con Carlos Cuesta, sul sostegno della proprietà e sull'importanza del lavoro di squadra. Pettinà ha spiegato come la pianificazione della nuova annata inizi già al termine di quella precedente, attraverso un confronto costante tra proprietà, dirigenza e allenatore. Il direttore sportivo ha ribadito che il prossimo campionato rappresenterà la sfida più complicata, invitando tutto l'ambiente a non abbassare la guardia. "Nell'altro ciclo di tre anni di Serie A che ho vissuto qua, eravamo retrocessi. Così, alla fine della scorsa stagione, quando ci siamo ritrovati, ho detto che la stagione che sta per iniziare è realmente difficile, la più difficile. Magari uno pensa di essere un club di Serie A, stabilmente in Serie A. In realtà se abbassi il livello di attenzione, la soglia di percezione del pericolo, poi possono capitare situazioni negative. Stiamo pianificando la stagione con il massimo rispetto per la categoria. Siamo molto contenti di come è finita a livello sportivo la stagione 2025-'26 e con la massima umiltà cercheremo di consolidarci e migliorare. Ma migliorare non significa necessariamente fare più punti o avanzare in classifica". Parlando della proprietà, Pettinà ha sottolineato come il Parma possa contare su una società solida, capace di sostenere investimenti importanti senza essere costretta a finanziare il mercato attraverso cessioni obbligate. Una stabilità che, a suo giudizio, permette alla dirigenza di operare con maggiore serenità e coraggio. "Questa società e questa proprietà danno delle grandi possibilità a chi prende poi le decisioni e fa le scelte. Perché noi siamo una società, è vero, che cerca la sostenibilità, ma non siamo una società che a qualsiasi costo deve reperire sul mercato le risorse per mantenere poi la competitività nella categoria e lo abbiamo più volte dimostrato nel corso delle ultime due stagioni. Grazie alla solidità della nostra proprietà possiamo fare delle scelte anche coraggiose sul mercato, magari impegnative da un punto di vista economico". Il direttore sportivo ha quindi ricordato che i risultati ottenuti sono frutto del lavoro di tutta la struttura. "Se oggi siamo solidi dal punto di vista tecnico ed economico è grazie alla proprietà che ci ha dato le possibilità di fare degli investimenti, è grazie allo scouting che ha trovato i profili. Ed è grazie poi a chi li ha comprati. È una catena: ognuno ha responsabilità e meriti, ma quando un pezzettino non funziona si perde tutto il filo". Un passaggio è stato dedicato anche al rapporto con Carlos Cuesta, descritto come un confronto continuo sia sugli aspetti tecnici sia sulla gestione del gruppo. Pettinà ha evidenziato la mentalità aperta del tecnico spagnolo e la sua disponibilità ad ascoltare punti di vista diversi. "Ci sono confronti quotidiani sia sulla gestione del gruppo, che è un aspetto che conta tanto quanto la gestione tecnica, sia sulle scelte tecniche. L'allenatore è assolutamente responsabile e libero. Ci piace confrontarci, ma ci piace anche perché è il nostro allenatore che ci dà la possibilità di farlo. Il nostro è un allenatore che ha una mentalità molto aperta, che si siede e ascolta, gli piace confrontarsi, gli piace crescere, gli piace ascoltare dei punti di vista differenti. Poi io credo molto nel lavoro di gruppo e credo che una persona sola possa avere più difficoltà a cogliere tutti i dettagli che una gestione di una squadra può avere. La prima persona che vedo la mattina è l'allenatore: mi sveglio, vengo qua e prima che inizi qualsiasi riunione ci vediamo, prendiamo un caffè, stiamo mezz'ora in ufficio e inizia la giornata. La sera stiamo spesso al telefono o ci vediamo. Il confronto è veramente continuo, il nostro allenatore da quel punto di vista lavora veramente tanto, ma tanto tanto". Infine, il ds crociato ha voluto sottolineare il contributo di Federico Cherubini, ritenuto fondamentale nella crescita del gruppo e nella gestione dei momenti più delicati della scorsa stagione. "Siamo tutti giovani, dalla squadra all'allenatore, fino alla direzione. Creare questo senso di appartenenza e di unione secondo me è stata una delle cose che l'anno scorso ci ha permesso di superare i momenti difficili. Ed in questo è stata fondamentale l'esperienza del direttore Cherubini perché, quando c'è stato bisogno di mantenere la barra dritta, è stato un grandissimo supporto per noi, sicuramente per me".