Parma, Sierro: "Progetto e responsabilità mi hanno convinto a venire qui"
È stato l'ultimissimo colpo di mercato in casa Parma, giunto ben oltre la conclusione della finestra di mercato, con la dirigenza crociata che lo ha scelto nella lista degli svincolati per coprire il vuoto lasciato dagli infortuni di Nicolussi Caviglia e Bernabé. Vincent Sierro ha accettato di buon grado questa nuova sfida e ha già esordito con la sua nuova squadra in occasione della gara contro il Monza. Un giocatore di grande esperienza, che quest'oggi si presenterà a tutto il mondo gialloblu: tra pochi minuti, infatti, ci sarà la sua conferenza di presentazione presso la sala stampa dello Stadio Tardini.
Ore 15.13 - Inizia la conferenza.
Com'è nato l'avvicinamento al Parma?
"La trattativa non è stata una sorpresa. C'erano già stati contatti prima e si sono concretizzati. Quando mi hanno presentato il progetto e le mie responsabilità mi hanno convinto subito. Poi si è concretizzata rapidamente".
Quali impressioni all'esordio? A che livello è la sua condizione fisica?
"Sto bene fisicamente. È chiaro che serve il ritmo partita, solo quello consente di migliorare. Sono contento e ho percepito l'entusiasmo dello spogliatoio. Sono sicuro che la squadra crescerà. Dobbiamo trovare gli automatismi e conoscerci meglio come squadra. Possiamo fare punti in tutte le partite, abbiamo qualità e potenziale. Ora sta a noi dimostrarlo".
Ha molti gol nelle sue statistiche. Il suo apporto è anche più offensivo?
"Effettivamente sì, ho anche queste qualità di spingermi in avanti. Dipende dall'allenatore e da cosa mi chiederà. Voglio dare ritmo e gestire la squadra durante la partita. Ma è vero che ho fatto tanti gol in carriera, ho un buon tiro con entrambi i piedi. Dunque non mi tirerò indietro! Serve solo capire cosa servirà alla squadra durante la gara e metterlo in atto".
Serve personalità a questa squadra? Cosa rappresenta per lei Parma? La può rilanciare in ottica Nazionale?
"Sono sicuramente molto contento di essere qui. Sono stato convinto subito dal progetto del club, che vuole crescere. La Serie A è una prova per me, anche per questo sono stato convinto subito. Nazionale? Un onore per me, per andarci però bisogna performare ed essere decisivi. Non sono stato convocato ai Mondiali e per questo motivo voglio performare e fare bene in campo".
Che idea si è fatto della Serie A e dell'avvio di stagione del Parma?
"Come squadra vedo potenziale: una squadra giovane, forte fisicamente, con tante qualità individuali e collettive. Ora l'obiettivo è che tutti mettano le proprie qualità a servizio della squadra, assieme agli automatismi in entrambe le fasi. Conosco bene la Serie A sia direttamente sia grazie alle squadre italiane in Champions League. Sono stato spesso a Milano a vedere la Champions e ho tanti amici italiani che erano molto contenti del mio trasferimento a Parma. Adoro la passione che si respira in Italia attorno al calcio. Questa passione la condivido e sono contento di viverla qui a Parma".
Un modello a cui si ispira?
"Tanti giocatori, non uno in particolare. Io analizzo molto le partite e i singoli giocatori. Rodri ai Mondiali è un punto di riferimento nel mio ruolo, così come Modric e Kroos. Cerco di guardarli, ispirarmi, vedere come si muovono e cercare di imparare e crescere in prima persona".
L'esperienza in Arabia? Ci sono differenze a livello di gioco rispetto alla Serie A?
"Sul lato umano è stata una bellissima esperienza, ho vissuto in un paese completamente nuovo e ho conosciuto il mondo arabo. Sono stato accolto molto bene da persone con valori. Lato calcistico è un campionato molto diverso dalla Serie A. La Saudi Pro League ha numerose qualità individuali, questa è la caratteristica principale, mentre la Serie A è basata più sul collettivo. Io personalmente mi identifico più nel collettivo, in una squadra che difende e attacca insieme. Per questo sono stato convinto dal Parma, vicino alle mie caratteristiche nel calcio".
Pochi giorni prima di venire a Parma è nata sua figlia. È un momento bellissimo per lei?
"Effettivamente è un momento magico della mia vita. La nascita di una bimba cambia completamente la percezione della vita. Però la mia compagna e mia figlia non sono ancora qua, mi mancano molto. Lato calcistico l'impatto è che sono sempre stato concentrato sul calcio, mentre adesso la percezione cambia, Questo penso permetta di potersi distrarre in senso positivo dal campo per poi tornare ed essere ancora più performante. Non vedo l'ora che loro siano qua e la mia compagna non vede l'ora di conoscere la città".
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