"Tutti sapevano (anche il Lecco) del termine per iscriversi alla B: senza se e senza ma..."
Lo scorso 7 luglio, all’unanimità, il Consiglio Federale (sarebbe stato interessante conoscere il voto di Salvatore Caiata, primo dei non eletti, ma ancora fuori, a sorpresa, nonostante un diritto sacrosanto conquistato con i voti nel febbraio 2021) ha dato il via libera al Lecco calcio (da pochi giorni in “B”).
Nulla da eccepire sul fronte sportivo. Il club lombardo, a torto o a ragione, ha vinto sul campo nella doppia sfida con il Foggia, ma ancora non è dato sapere se sia stata violata o meno la norma della “perentorietà” in fase di iscrizione. Una norma che, in altre stagioni, ha fatto saltare altre società come veri e propri birilli. La discussione non è, quindi, sul tema squisitamente sportivo, ma sul rispetto delle norme federali. Ai primi di giugno, come da prassi, le 4 semifinaliste che avevano conquistato meritatamente i playoff di Lega Pro (ovvero Lecco, Foggia, Cesena e Pescara) sono state contattate dalla segreteria della Lega B con netto anticipo. Tutti i club coinvolti sapevano perfettamente di dover raccogliere e presentare l’intera documentazione entro e non oltre una determinata data, pena l’esclusione (senza se e senza ma). La leggenda del poco tempo a disposizione per rispondere a quanto richiesto ufficialmente dalla Lega B è appunto una “leggenda metropolitana”. Il tempo c’era eccome e lo stesso Massimiliano Santopadre patron del Perugia (retrocesso in C al termine dell’ultimo campionato) è pronto, sempre seguendo questa stessa linea di pensiero, a dare battaglia nelle aule ferragostane. Ci troviamo tra l’altro di fronte a regole che ha stabilito proprio la FIGC e che la stessa è tenuta a far rispettare obbligatoriamente. Logico quindi che il Foggia (dopo aver presentato tutti i documenti nei tempi previsti) intenda far valere i propri diritti nelle aule dei tribunali. Oggi alle ore 17:30, allo stadio “Zaccheria”, è prevista la tanto attesa conferenza stampa dei vertici del club pugliese. Il presidente del Foggia, Nicola Canonico, scenderà ufficialmente in campo. Riteniamo che non si fermerà (andrà infatti fino al TAR del Lazio), anche perché ritiene di aver sempre operato nel rispetto delle norme. La sua è una “battaglia” di diritto a tutto tondo: a tutela chiaramente dei propri diritti, ma anche del rispetto delle regole che esistono da tempo (e devono essere rispettate da tutti gli associati). Per concludere, già ai tempi di Francesco Ghirelli, l’ex presidente della Lega mi ricordava spesso che, sul termine della perentorietà, non si poteva in alcun modo derogare. Ora delle due l’una: o le norme nel mentre sono cambiate (ma non credo) o sono ancora valide (e devono essere rispettate, certamente non possono essere interpretate). Il concetto base era semplice: non si poteva aiutare questo o quel club, pena il crollo dell’intero sistema di regole attualmente in vigore (concetto ribadito con forza anche durante qualche consiglio di Lega). Appunto! Buona Estate al TAR…


