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Ebnoutalib convocato dalla Germania, Giugliarelli: "A Perugia credemmo in lui per primi"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 20:19Altre Notizie
di Tommaso Maschio

Ebnoutalib convocato dalla Germania, Giugliarelli: "A Perugia credemmo in lui per primi"

L'ex responsabile del settore giovanile umbro: "In tre anni non imparò l'italiano e questo fu un limite che non gli permise di rendere al massimo"
Fra le novità più sorprendenti delle prime convocazioni di Jurgen Klopp da ct della Germania c’è senza dubbio quella di Younes Ebnoutalib, attaccante classe 2003 dell’Eintracht Francoforte. Il calciatore infatti in passato è passato per l’Italia vestendo la maglia del Perugia a livello giovanile – quattro gol e tre assist in 23 presenze – con anche l’esordio in prima squadra (tre presenze fra Coppa Italia Serie C e campionato) tra il 2022 e il 2024 prima di tornare in Germania e iniziare una scalata che lo ha portato fino in nazionale. L’allora responsabile del vivaio Jacopo Giugliarelli ha parlato a Gianlucadimarzio.com di come venne scovato quel ragazzo tedesco e della trattativa che lo portò in Umbria: “Ereditai un modus operandi sullo scouting voluto dal presidente Santopadre e dall'allora ds Roberto Goretti. Seguivamo le serie minori tedesche e ci proposero Younes. - spiega l’attuale ds della Dolomiti Bellunesi - Dispiace che in molti abbiano letto la sua storia come un errore del calcio italiano o che la cosa sia stata strumentalizzata. La realtà è l'opposto, l'abbiamo preso da svincolato dalla quarta serie tedesca dopo che era stato scartato a 18 anni da quattro squadre. Abbiamo fatto un investimento proponendogli un contratto da professionista, il primo per la sua carriera, e pagando l'indennizzo FIFA. I primi a credere in lui siamo stati noi".

Le difficoltà di Ebnoutalib in Italia

Il dirigente parla poi del suo rendimento con il Perugia: “Dal punto di vista atletico arrivò già con una cultura sportiva e alimentare importante. La sua grande difficoltà, però, fu che nei tre anni trascorsi in Umbria fu uno dei pochissimi ragazzi a non riuscire a imparare una parola d'italiano, un limite che non ci consentì di farlo rendere al massimo".

Sulla differenza fra Germania e Italia

Giugliarelli poi si sofferma sulle differenze fra i due paesi a livello di valorizzazione del settore giovanile: “Culturalmente dobbiamo migliorare, la cultura del risultato è importante, ma non ad ogni costo. Non manca il talento in Italia, ma è troppo distante il percorso di accompagnamento verso la prima squadra. Non è possibile che un giovane faccia 100 presenze nel campionato Primavera. Deve essere un campionato di passaggio, 20-30 presenze al massimo, che avvicini i ragazzi al calcio dei grandi".

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