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Il Mattino - Napoli, dal Pescara al Pescara, la parabola di MertensTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 12 gennaio 2017, 20:02Avversario
di Redazione TuttoPescaraCalcio
per Tuttopescaracalcio.com

Il Mattino - Napoli, dal Pescara al Pescara, la parabola di Mertens

Ci sono frasi che restano impresse nella testa e dalla memoria non vanno più via, sfidando il tempo. E poi ci sono sguardi che parlano ed urlano senza neppur alzar la voce: basta scrutarne i dettagli, leggere tra le ombre che si formano nel bel mezzo degli occhi, a due passi dal naso. E poi c’è Dries Mertens con Maurizio Sarri, i protagonisti di questa buffa storia che nasce esattamente quel giorno lì, 21 agosto 2016, pare una vita fa ed invece è lo stesso presente di oggi che prosegue, non s’interrompe, va avanti finché ci sarà qualcosa da raccontare e/o qualcuno disposto a farsi travolgere, non solo a viverlo.

IRONIA. «Se segna sempre due gol a partita può anche guardarmi sotto la doccia». Se la cavò niente male, Sarri, in conferenza stampa, quando gli chiesero dello sguardo di cui sopra. Fu Mertens, autore di una doppietta a Pescara, all’esordio stagionale, a cercarlo fra tanti, ad individuarlo e a fissarlo mentre correva fiero a centrocampo dopo la rete che riaprì la gara. Era lotta a distanza fra due poli opposti che già sapevano tutto, s’erano letti dentro prima di guardarsi in faccia: uno reclama lo stesso spazio che poi otterrà, l’altro salvaguardava le proprie idee, l’equilibrio del gruppo, l’alchimia di una squadra ancorata a gerarchie solide, mica casuali. Insigne era il titolare anche se steccò quella partita e pure altre prima della rinascita di Udine. Ma era altrove, non sulla sinistra, che Mertens avrebbe (poi) conquistato consensi, spazio ed infine gloria, diventando ciò che è oggi, protagonista ma anche uomo chiave, leader, ambasciatore di una città che s’è aggrappata a lui come aveva già fatto con altri, ingenuamente, speranzosa e poi tradita, senza colpe.


EXPLOIT. Boom: ed è subito doppietta. Mertens restituì al Napoli un punto nell’afa di Pescara, quindi tornò al suo posto, visse senza affanni la classica staffetta con Insigne, infine s’accorse che per lui qualcosa poteva cambiare dopo l’infortunio di Milik e le difficoltà di Gabbiadini. S’inizia a parlare di falso nueve e di centravanti atipico, il resto è storia ed è (anche) matematica, coi numeri a sussurrarne i dettagli: quindici reti stagionali, record personale, in più sette assist, un poker ed una perla nell’identico pomeriggio del San Paolo, contro il Torino, dello scorso 18 dicembre. A distanza di un girone, dal Pescara al Pescara, è cambiato il destino del belga ma anche la consapevolezza, la forza, l’ego che non è sinonimo di presunzione ma di sicurezza, quella sì. E non son serviti più sguardi per convincere Sarri, solo lavoro e risultati, dimostrazioni di forza e classe, determinazione ed efficacia. Ed ora che Milik si scalda e Pavoletti pure, servirà (ri)abituarsi alla corsia mancina, laddove Mertens era di casa fino a pochi mesi fa. Tornerà la staffetta con Insigne e potrebbe scapparci anche qualche delusione, ma vuoi mettere la soddisfazione di aver cambiato - per sempre - il proprio destino?