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Oddo: "In Serie A tanti rimpianti con il Pescara"
lunedì 27 aprile 2020, 15:23News
di Riccardo Camplone
per Tuttopescaracalcio.com

Oddo: "In Serie A tanti rimpianti con il Pescara"

Così il tecnico abruzzese intervistato a "Il Centro"

Massimo Oddo è tornato a parlare e questa volta ha rilasciato un'intervista a "Il Centro" confessando di aver avuto tanti rimpianti in Serie A con il Pescara e ha parlato anche dell'attuale rosa, guidata prima da Luciano Zauri e adesso da Nicola Legrottaglie. Le parole dell'ex Campione del Mondo 2006:

"Deluso dal Pescara?
«È stato penalizzato dagli infortuni. In particolare si è sentita la mancanza di Tumminello, con lui avrebbe lottato per i primi posti. Forse in difesa c’è qualche lacuna, invece il centrocampo ha qualità impressionanti».
Un giudizio sulle dimissioni di Luciano Zauri?
«Ho letto che ci sono stati problemi di gestione che magari hanno inciso sul rendimento. Un allenatore deve dimettersi solo quando lo squadra non lo segue. Legrottaglie? Non lo conosco bene e non posso giudicarlo».
Tempo fa ha detto: “Non mi piacciono le minestre riscaldate”. Significa che non tornerebbe mai al Pescara?
«I ritorni nascondono insidie, le aspettative sarebbero troppo alte. In ogni caso, nella vita mai dire mai».
Ha qualche rimpianto per l’esperienza in A con il Delfino?
«Tanti. All’inizio la fortuna non ci ha assistito, altrimenti la stagione avrebbe preso una piega diversa. Pur giocando bene, non abbiamo concretizzato. E se non la butti dentro in A paghi un conto salato».
Quale l’errore più grande: non aver preso un centravanti di categoria?
«Volevamo tre punte: un giovane, Manaj, una scommessa, Bahebeck, e un elemento esperto. Avevamo scelto Borriello che però ha preferito il Cagliari. L’alternativa era Bendtner, ma ci è sfuggito. Stesso discorso con Bergessio. Se avessimo potuto contare sempre su Bahebeck ce la saremmo giocata, anche se per raggiungere la salvezza bisognava prendere un altro difensore. Certo, sarebbe stata un’impresa, visto che quel Pescara era più debole rispetto a quello della B».
“Meglio la promozione in A con il Pescara che la vittoria del Mondiale nel 2006”, un’altra sua frase famosa. Ne è ancora convinto?
«Tutta la vita, perchè nel Mondiale in Gemarnia ho giocato poco anche se è stata una grandissima emozione alzare quella coppa. Vincere da allenatore del club della propria città è il massimo. Non dimenticherò mai il 4-0 a Perugia e, ovviamente, la doppia finale contro il Trapani».