Mazzone e Pescara, storia di un amore mai sbocciato
Un "feeling" durato anni, sbocciato nel 1978 e durato appena un mese, poi il "matrimonio" vero e proprio, nel 90, quando gli fu affidata la ricostruzione dalle ceneri di una mancata promozione in serie A che l'ambiente visse come una retrocessione in C. Lui, Carletto Mazzone, morto ieri a 86 anni, l'uomo del miracolo-Ascoli, scelse Pescara per ritentare l'assalto alla massima serie, ma la sua esperienza durò solo dodici partite e, in fondo, si concluse con un grande atto d'amore per Pescara: «Con questa squadra non posso rispettare i programmi, mi dimetto» disse a fine novembre, lasciando il testimone a Giovanni Galeone. È questa, in sintesi, la storia di Mazzone e del Pescara, una storia di infatuazioni, corteggiamenti, amori (non sempre ricambiati appieno), ma che in fondo può assurgere a emblema della grandezza umana e sportiva di questo tecnico che mezza Italia ha amato visceralmente.


