"DifendiamoCi!", il grido del popolo del Ramarro
"DifendiamoCi": è il motto del popolo neroverde in vista della gara della vita di domenica al Bottecchia con l'Albinoleffe. Penultima contro ultima. Con il Pordenone nella scomoda posizione di dover vincere a tutti costi per guadagnarsi l'accesso ai playout. Se fallirà saremo di nuovo tutti dilettanti. Ai bergamaschi invece basterà il pareggio per accedere all'appendice meno nobile, comunque preziosissima per i "poveri" del girone.
RECORD - Striscioni, bandierone, cori e soprattutto record stagionale di presenze. Questo si aspettano Lovisa, Rossitto, Maccan e compagni. Tutti uniti per difendere la serie C. Per consentire a Pordenone di restare nell'elite delle "migliori" 102 società d'Italia. Abbiamo impiegato mezzo secolo per tornare nella terza serie del nostro calcio. Ora abbiamo un'ora e mezza per trovare il modo di restarci. Domenica nessuno può mancare l'appuntamento.
IL RAMARRO E L'UVA - Lovisa e Rossitto come Esopo e Fedro. Incapace di raggiungere dei grappoli d'uva che pendevano da una vite la volpe raccontata dall'autore greco e ripresa da quello latino, esclamò: "Tanto è ancora acerba". Forse questa volta però hanno ragione. Se avessero avuto due risultati su tre a disposizione i ramarri avrebbero corso rischio di restare indecisi sul da farsi in mezzo al guado. Come a Vicenza dove alla fine sono affondati. Domenica niente calcoli. C'è una sola cosa da fare: vincere. "Per noi - detto il Crociato - è meglio così. Non sappiamo gestire le situazioni. Siamo bravi però a buttare il cuore oltre l'ostacolo ed è quello che dovremo fare. Sappiamo di aver deluso i 200 che ci hanno seguito al menti. Sappiamo anche però che domenica ritroveremo loro e altri mille a spingerci verso l'impresa". Lovisa soffoca il suo istinto e riesce a mantenere la calma. "Resto fiducioso - ha detto il presidente - perchè ci giochiamo questo primo "spareggio" in casa nostra, in mezzo ai nostri tifosi, dove la squadra si trasforma. Ramarri? In trasferta lucertole, in casa caimani".
JOLLY OROBICO - La vittoria dell'Albinoleffe sul Mantova (propiziata dal quindicesimo gol di Momentè, trattenuto inizialmente addirittura in panca in vista del match di domenica) era data per scontata. La Celeste ha pescato il jolly grazie al successo del Real sul Pordenone. A Bergamo c'è soddisfazione. Non euforia. Gli orobici hanno vissuto emozioni maggiori e preparano ora con estrama cura (squadra e supporters) la trasferta che può salvare una stagione inaspettatamente difficile. "Quella con il Mantova - ha detto Massimiliano Pesenti, tecnico dei celesti - è stata la vittoria del cuore e della grinta. A Pordenone ora basterà non perdere. Dovremo però scendere in campo con lo stesso atteggiamento di venerdì per cercare i 3 punti". Gli ha fatto eco Davide Moi. "La scorsa settimana - ha ricordato l'esperto difensore - ci davano tutti per spacciati. Noi invece abbiamo sempre creduto nella salvezza, consapevoli delle nostre potenzialità. La soddisfazione è grande. Ora però dobbiamo restare concentrati per la gara di domenica a Pordenone, una vera e propria finale".


