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Bolzonello: "Se restiamo in C il futuro sarà più verde che nero. Rossitto? E' la bandiera della nostra gente che non si piega mai"
mercoledì 6 maggio 2015, 09:21In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa

Bolzonello: "Se restiamo in C il futuro sarà più verde che nero. Rossitto? E' la bandiera della nostra gente che non si piega mai"

In allegato il pezzo di Dario Perosa pubblicato stamane su Il Gazzettino di Pordenone

L'agenda di Sergio Bolzonello, da quando è vice-governatore, è come l'edizione in microcalligrafo della Divina Commedia del 19. secolo gelosamente custodita nelle sede della biblioteca civica cittadina. Trovare uno spazio libero è impresa ardua. Eppure due ore, una volta ogni due settimane, quando il Pordenone gioca in casa, sono bianche. Non sempre di domenica. Non sempre nello stesso giorno. Dipende dalle stravaganze del computer di Lega Pro schiavo della tv on line. Toglietegli tutto, ma non la partita al Bottecchia. Il ramarro è di famiglia. L'ha fatto rinascere lui, assieme a un gruppo di coraggiosi (Zuzzi, Zanotel, Anzovino). L'ha visto muovere i primi incerti passi, crescere, perdere anche la pelle un paio di volte. E poi diventare grande e farsi strada a morsi, sino ad addentare il professionismo. Domenica per la gara della vita contro l'Albinoleffe, ultima della stagione regolare, "spareggio" per non precipitare di nuova fra i dilettanti, Bolzonello sarà ancora lì, in "curva", in piedi, a tener calmo l'amico Mauro (Lovisa, ndr) soprattutto nei momenti in cui il presidente vorrebbe scavalcare la rete per entrare in campo a "mostrare come si fa".
BALUARDO NEROVERDE - Il ramarro è uno degli ultimi baluardi della "pordenonesità" nei giorni in cui è praticamente morta la provincia, si stanno spegnendo prefettura e camera di commercio e la città rischia di finire nuovamente, dopo mezzo secolo d'indipendenza, fra gli artigli rossi dell'aquila di Marquardo (diversa da quella regionale più conosciuta, molto più recente e molto meno aggressiva), il cui vessillo è esposto nel duomo di Udine.
"Io non farei - sorride Bolzonello - un quadro così apocalittico. Il momento è certamente difficile nel pordenonese come nel resto d'Italia e bisogna trovare il modo di venirne fuori ottimizzando le risorse e facendo sistema. La mia Pordenone forse sente di più la crisi perchè prima stava economicamente meglio degli altri. Siamo caduti da un'altezza maggiore, ma ci risolleveremo". Fatta la premessa il vicegovernatore torna alla sua creatura. "Il Pordenone Calcio - dice - è comunque un simbolo, non solo come squadra, ma anche come azienda per come la società si è strutturata e per l'immagine che riesce a dare di sè anche e soprattutto a livello giovanile. Per questo è importante che rimanga in serie C".
SPIRITO CROCIATO - Consumata la "performance" istituzionale, Bolzonello smette i panni del politico e idealmente annoda la sciarpa neroverde da tifoso intorno al collo. "Ragazzi - dice -, con il girone di ritorno che abbiamo fatto non possiamo andare giù. Dopo un'andata disastrosa la dirigenza è stata brava a non "sbracare". La squadra è stata rinforzata e ha cambiato manico. Fabio (Rossitto, ndr) - sottolinea - è stato bravissimo. Ha trasmesso allo spogliatoio il suo credo, da vero Crociato -. Uno spirito che incarna il nostro territorio, popolato da gente che non si piega mai, che magari sbaglia, ma poi si rialza e tira avanti".
BOLZO TIFOSO - E' suo sicuramente l'appello più importante e forse anche più caloroso rivolto agli sportivi. "Caschi il mondo - dice "Bolzo" (così viene chiamato dai supporters al Bottecchia) - io ci sarò. Non puoi dirti tifoso neroverde se poi domenica non vai a incitare la squadra. Anzi, esagerando questa volta direi: non puoi definirti pordenonese se domenica non sarai allo stadio. Non solo - e qui Bolzonello parla come uno che conosce anche le segrete cose del club di Lovisa -, se riusciamo a tener botta e veniamo fuori da questo momento difficile, il futuro sarà molto più verde che nero. Perchè sono certo che Mauro e tutti i soci rilanceranno. Per dirla da ciclista - conclude Bolzonello - dobbiamo scollinare e poi sarà tutto in discesa".

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