Pordenone Calcio: considerazioni e auguri di Mauro Lovisa
La matricola Pordenone contro l’Ascoli, uno dei club più prestigiosi del torneo cadetto di questa stagione. E’ la sfida che andrà in scena domenica (inizio alle 21) alla Dacia Arena nel quadro degli incontri validi per la diciassettesima giornata. Il picchio (simbolo del club bianconero) può vantare ben sedici stagioni di militanza in serie A, impreziosite dal piazzamento al quarto posto del torneo 1977-78 e 22 in serie B. Detiene anche il record di punti conquistati (61 nella stagione 1977-78) nel campionato cadetto a 20 squadre, quando la vittoria valeva soltanto 2 punti.
“Mi ricordo ancora il mitico Tonino Carino – sorride Mauro Lovisa -, quando interveniva a Tutto il calcio minuto per minuto per dare le notizie dal Del Duca di Ascoli, con il suo “scusa Ameri”, diventato poi un vero e proprio tormentone usato da tutti noi giovani ragazzi”.
Gli anni migliori dei bianconeri sono stati quelli dell’altrettanto mitico presidente Costantino Rozzi.
“Altri tempi, altri presidenti – commenta con un velo di nostalgia re Mauro -, gente che amava veramente il calcio e che ora è difficile trovare. Per noi – torna al presente il numero uno neroverde – sarà un altro confronto con la mitologia del calcio. Non è il primo che affrontiamo in questa stagione e non sarà l’ultimo”.
Alla Dacia domenica sarà anche confronto fra una squadra dall’altissimo rendimento casalingo contro una formazione che in trasferta denuncia parecchie difficoltà.
“Non significa nulla – blocca subito Lovisa -. In questo campionato ogni partita è una storia a parte. Può succedere di tutto. Noi ora stiamo bene, siamo piazzati al secondo posto, ma la classifica è cortissima e bastano un paio di distrazioni per venir risucchiati nella bagarre. Per questo dobbiamo mantenere i piedi ben saldi a terra e restare concentratissimi come lo siamo stati sino ad ora. Devo ammettere – confessa re Mauro – di essere stato sorpreso anch’io di questa maturazione così rapida dei nostri ragazzi. Un exploit importante soprattutto se teniamo in considerazione che il nostro bilancio di spesa figura appena al quindicesimo posto fra tutti quelli delle partecipanti al torneo cadetto. Questo significa che abbiamo saputo fare le cose per bene e che dobbiamo continuare su questa strada”.
A Lovisa resta un ultimo cruccio, ormai già denunciato più volte: la scarsa affluenza di pubblico (una media di tre mila persone) alle gare interne dei suoi ramarri.
“Cercheremo – promette – di risolvere anche questo problema. Non sarà facile però. Non è vero infatti che la serie B non abbia portato un incremento di pubblico. Rispetto alla scorsa stagione – evidenzia – abbiamo quasi raddoppiato la media presenze, passando dai millesettecento circa della serie C ai tremila di quest’anno. Il fatto è che Pordenone non ha mai avuto una base larghissima di “malati” di calcio. E’ sempre stata una città più votata al basket che al pallone. Noi stiamo cercando invertire questa tendenza lavorando sulle generazioni più giovani”.
Si avvicina il 25 dicembre e Lovisa vuole fare per primo gli auguri di buon Natale.
“Sì – conferma -, li voglio fare in primo luogo a tutti i nostri tifosi e in particolare a quelli che ci seguono sia in casa che in trasferta. Poi li estendo ai tifosi dell’Udinese che devono stare vicini alla loro squadra. E’ estremamente importante che i bianconeri conservino la loro posizione in serie A. Sarebbe altrettanto importante – aggiunge - che la Triestina venisse promossa in B e che il Pordenone mantenesse almeno la sua attuale posizione. Il mio augurio quindi – conclude re Mauro – va a tutto il calcio regionale. Che sia un buon Natale per tutti e che il 2020 riservi soddisfazioni ancora maggiori di quelle attuali”.


