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Pradella: "Fabio ha dato carattere alla squadra, adesso manca solo di rifinire un grande miracolo targato Rossitto”
giovedì 14 maggio 2015, 16:31In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte Gazzettino di Pordenone - Roberto Vicenzotto

Pradella: "Fabio ha dato carattere alla squadra, adesso manca solo di rifinire un grande miracolo targato Rossitto”

Da Polcenigo pure lui, come Fabio Rossitto. Ha cinquantacinque anni e settanta partite in due stagioni a Monza. Loris Pradella tiene a mente i ricordi dal 1981 all’83. Segnati ventiquattro gol senza rigori, dodici per campionato.

Era la serie C, ma che serie C era?

“Il primo anno abbiamo vinto il campionato, C come adesso unica, ma di un altro livello. Sarebbe la B ora. Il secondo, in B, divenni vice capocannoniere dietro Bruno Giordano della Lazio. Erano mio vice presidente Adriano Galliani e direttore sportivo Ariedo Braida. Giocavo fra gli altri con Angelo Colombo, il biondo che ha fatto storia con Sacchi, oltre all’amico Giorgio Papais di Castions di Zoppola. Segnai dodici reti per anno quando i capocannonieri vincevano la graduatoria con quindici. Altre marcature”.

Ci andò passando dai dilettanti a Fontanafredda e dopo aver esordito ventenne con l’Udinese in serie A. Fra i rossoneri i suoi li chiamavano “stop a seguire”. Comunque meglio di Rossitto, sempre da Polcenigo.

“Le statistiche dicono che arriva in serie A un ragazzo su trentasette mila. Dal nostro paese, che conta 1200 anime, ne sono arrivate due. E’ un record”.

Confronto fra Pordenone e Monza?

“In Brianza c’è una storia che però non fa punti, con una situazione societaria molto delicata. Invece qui la società è sana, ha un’ottima struttura. In carriera ho fatto spareggi, per vincere campionati, dove conta la condizione fisico-psicologica. Penso che il Pordenone stia bene, corre e lotta fino alla fine, viene da risultati positivi. Conosco la rinascita del Pordenone grazie a Fabio, che ha dato carattere alla squadra. Con un livello tecnico tattico che sa farsi valere”.

Troppo difensivo?

“In quelle situazioni l’importante è non perdere. E’ arrivato in una squadra senza capo né coda, praticamente retrocessa, i reparti viaggiavano per conto proprio e al loro interno erano scombinati. Rossitto ha creato un gruppo, un organico tatticamente ben disposto e, più importante, curato l’aspetto caratteriale. Se non hai voglia di arrivare prima degli avversari è difficile salvarti. Sta nel suo Dna”.

Cosa prevede nei play out?

“La prima in casa deve dimostrare tutta la condizione psico-fisica. Il Monza è svantaggiato. La permanenza del Pordenone in C è un bene per tutto il calcio friulano. Degli errori l’importante è rendersene conto e non pensare di non averne fatti. C’è un contagio che si sta propagando, molto positivo per il seguito”.

Al suo compaesano cosa dice?

“Sta facendo tutto alla grande, non ha bisogno di messaggi, sa motivare la squadra e i fatti gli danno ragione pienamente. Manca di rifinire un grande miracolo targato Fabio Rossitto”.

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